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“The Good Doctor” is a Good Thing

The Good Doctor is a Good Thing

Ho visto le prime 3 puntate della  serie tv “The Good Doctor” e letto tante lamentele in giro per le bacheche di Facebook .

Alcune proprio non le ho capite, altre posso comprenderle, ma le trovo riduttive .
Che poi piaccia o meno la serie ,credo sia soggettivo , ma se parliamo di autismo, ci tengo a fare qualche considerazione personale , sperando di far vedere la cosa da un altro punto di vista a chi lo ha criticato.


1) E’ una serie tv, non un documentario, quindi come tutti i film/telefilm tratta una singola storia, di una singola persona e NON ha il pretesto di raccontare l’autismo, ma quel singolo autismo. Come tutti i film/telefilm in genere .

2) Nessuno ,se guarda un film su Leonardo Da Vinci, poi è autorizzato a pensare che tutti i bambini diventino come lui . Perché adesso tutti dovrebbero pensare che tutti gli autistici diventino medici e tutti siano geniali ? Per quale motivo?
Oltretutto il film specifica che è un alto funzionamento con doti savant, cioè che non rappresenta certo la norma nello spettro autistico.

3) “L’autismo vero non è quello” ? Si, è anche quello, perché il ragazzo ha tanti comportamenti autistici, tante difficoltà legate allo spettro , recitate anche discretamente, forse a volte un po’ enfatizzate per chi ha un cognitivo simile , ma comunque abbastanza verosimili .

4) Anche io ,in passato, mi sono lamentato perché si facevano film solo sui lati estremi dello spettro , ma non si facesse conoscere quale sia l’autismo che sta in mezzo, ma poi mi sono in parte ricreduto, perché alcuni modi di comportarsi e pensare sono simili comunque anche con funzionamenti talvolta diversi. E comunque quella è una cosa che dobbiamo chiedere ai documentari e non ai film.

5) Non ho mai sentito critiche simili  a serie tv come Mentalist o Elementary , con protagonisti che fanno comunque cose poco verosimili e geniali , solo perché i protagonisti non sono o non sono stati associati allo spettro autistico.

Veniamo ai motivi per il quale l’ho trovato positivo .
Il film mostra come nonostante doti savant , un ragazzo nello spettro , abbia bisogno di supporto, di quanto sia utile un supporto anche nella loro educazione e che si debbano aiutare molto comunque. Non basta un QI altissimo per cavarsela.
Mostra molti degli atteggiamenti autistici che spiazzano le persone comuni, ma offre degli stessi una lettura diversa allo spettatore .
Non è detto che chi non si comporta e pensa come noi, sia sempre in errore . E credo che questa apertura ad un pensiero diverso, debba essere positiva a prescindere del fatto che parli di autismo.

Altra cosa che mi è piaciuta è come abbiano posto l’attenzione sul pregiudizio.
Nonostante le sue doti , non lo vogliono assumere  e non per le sue difficoltà, ma sulla base di una diagnosi. Cioè lui paga prima di tutto un pregiudizio (ottimo il parallelismo con ciò che hanno passato le donne e gli uomini di colore sempre nel mondo del lavoro) . Questo è il messaggio che più mi è piaciuto.

I nostri figli hanno il diritto di essere giudicati sulla base di ciò che sanno e possono fare, non sulla base di un pregiudizio legato ad un’etichetta diagnostica . Questo sarebbe un bel messaggio ,se davvero arrivasse. Pensate a quando a scuola vi hanno detto che non gli avrebbero insegnato a leggere, solo perché ha una diagnosi? Sono pregiudizi da superare e questa serie  cerca proprio di fare questo.

Quali sono le criticità, cosa temete ?
Pensate davvero che chi guarda questa serie tv sia portato a credere che i nostri figli debbano avere meno aiuti ???
Ma se anche un genio come questo ragazzo ha bisogno di sostegno, a maggior ragione le persone penseranno che gli aiuti siano dovuti a i nostri figli , che , tranne rari casi, geni non sono.

Pensate che alimenti il mito autismo=genio ? Ma ad oggi l’associazione ,che più vedo fare dalla gente comune,  è quella autismo= stupidità, pazzia ,ritardo.
Questo film può servire proprio a far leggere diversamente alla società un comportamento bizzarro, un silenzio, una risposta diretta, che magari non verranno subito bollati come stupidità o maleducazione.

P.S. Tutte queste critiche sul mostrare un autistico geniale, sinceramente non le leggo quando si parla di libri scritti con la Comunicazione Facilitata (un inganno), libri che tendono a presentare  TUTTI gli autistici come dei geni repressi in un corpo che li limita . Ecco questa è una vera balla e può creare falsi miti.

P.S.2 In alcune recensioni ho visto presentare questo caso come fosse un caso di “idiot savant”  in realtà (e viene detto anche nella serie) è un caso di autismo ad alto funzionamento con doti savant.

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C’è modo e modo di parlare di autismo.

Scrivo questo post, cercando di chiarire una volta per tutte la mia posizione sull’articolo uscito su “per noi autistici”.
Si, guardate bene, sottolineo sull’articolo e non sulla vicenda.

Ieri ,su Facebook, ho preso posizione contro il taglio che Nicoletti ha dato all’articolo qui sotto

Ecco come mi ha ridotto una crisi di mio figlio autistico

Io non ho criticato lo sfogo della madre, ma come lo si è veicolato, come lo si è dato in pasto all’opinione pubblica.
Massimo rispetto per questa madre, per suo figlio, per chi vive situazioni simili, per le quali è giusto chiedere aiuto.
Ma io ho scritto su Facebook queste parole , un po’ di getto, quindi magari avrò sbagliato l’uso di qualche termine :

“Mi spiegate il senso di articoli come l’ultimo di nicoletti ? Nemmeno dovrei fargli pubblicità, ma credo che si debba far notare che il solito taglio vittimistico non credo serva a niente , anzi forse può essere dannoso. 
Capisco che esistano tante situazioni simili , forse non è nemmeno sbagliato denunciarle . Ma bisognerebbe anche far capire che con dei buoni interventi educativi di base comportamentale , molti , forse non tutti, però molti di questi episodi si potrebbero evitare.
Che senso ha far credere che gli autistici adulti siano pazzi furiosi e pericolosi per tutti ?Vogliamo aumentare lo stigma verso di loro? Vogliamo che gli altri ne abbiamo paura ? Che li evitino ? 
Dopo articoli come questo,  davvero  si sorprende che i ragazzi autistici non vengano portati in gita o integrati in molte attività sociali ?
A cosa serve dare in pasto all’opinione pubblica un articolo con questo taglio ? Cosa si chiede ? Compassione , visibilità una pacca sulle spalle ? E poi tutti a casa propria.
Davvero vogliamo far credere che non si possa lavorare su certi comportamenti?
Massima comprensione verso la mamma in questione. Però ogni comportamento ,anche di un ragazzo autistico, ha una funzione . Nel caso potrebbe non aver retto per il fatto di dover attendere il verde (un’ipotesi come un’altra,solo per fare un esempio) . Ci sono strategie che possono aiutare . Bisognerebbe spingere perché le istituzioni intervenissero in tal senso . Dobbiamo far capire che sono educabili e non viceversa. Altrimenti piangiamo e facciamoli passare per dei mostri, ma poi non lamentiamoci se i nostri figli verranno esclusi dalla società.”

A queste mie parole , Nicoletti ha replicato così , proprio oggi .
Dipingendomi come il cattivo di turno e spostando l’attenzione dai contenuti delle mie parole , ad una guerra fra me e lui. Cosa che non mi interessa.
Cercando poi di scagliarmi contro i suoi lettori .

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Quindi cercherò di chiarire di nuovo. Soprattutto per quei genitori che potrebbero aver mal interpretato la mia presa di posizione .
Io non ho inteso insegnare niente, io non ho criticato la madre e conosco benissimo situazioni simili.
Non ho mai detto che non vadano denunciate.

Ho solo sottolineato come si potesse portare alla luce questo fatto, senza dipingere il ragazzo come un “mostro” ineducabile” e senza speranze.
Sottolineare la paura della madre verso il figlio (legittima) e non il vuoto delle istituzioni , è una scelta editoriale.
Non posso credere che un giornalista come Nicoletti non sappia come veicolare un messaggio e  non sia stato cosciente e consapevole del messaggio fatto uscire.
Lo sfogo , legittimo, si poteva accompagnare sottolineando il vuoto istituzionale e spingendo per un aiuto concreto.

Sottolineare la paura della madre nei confronti del figlio, crea sensazionalismo, ma qual è il messaggio che ne esce ?
Il ragazzo è ineducabile. Molti autistici sono indeducabili ed ingestibili , quindi la soluzione è forse quella di chiuderli negli istituti…
Non credo fosse il messaggio che voleva far passare la madre, la quale semplicemente stava gridando aiuto.
Magari un aiuto per abilitare il ragazzo.

Ma , visto il taglio dato all’articolo, mi chiedo se il giornalista abbia pensato al ragazzo .
Il giornalista si è chiesto, se questo modo di esporre il fatto, possa nuocere al ragazzo in questione e ad altri come lui ?
Oggi Simone tornava a scuola. Questo articolo lo possono aver letto molti dei suoi compagni ed i loro genitori.

Io non ho soluzioni per tutto, ma certe domande me le pongo.

P.S.  in gruppo dove ho pubblicato le mie considerazioni , non è mio ,come afferma Nicoletti, io ne sono solo uno degli admin.
P.S. 2 Molti genitori con figli piccoli possono pensare che sia inutile cercare di 2educare” i propri figli autistici , mentre è giusto spingerli verso l’abilitazione senza gettarli nella rassegnazione.
P.S 3 mi spiace che la risposta di Nicoletti sia stata quella di dipingermi come cattivo , ma non abbia riflettuto sul taglio ,che lui ha dato alla vicenda.

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La vera scienza ed il cattivo uso che ne fanno i “giornalisti”

Sta girando in rete un articolo giornalistico che fa disinformazione di sistema, non so se il giornalista sia stato solo distratto e superficiale o se sia stato spinto nello scrivere un articolo con un taglio del genere, fatto è che quello che afferma il giornalista, ad iniziare dal titolo dato,sia l’emblema di come si può stravolgere uno studio scientifico serio, per usarlo per conclusioni lontanissime dai risultati dello studio stesso.

Questo è l’articolo scoperta USA
che scrive “l’autismo si svilupperebbe già nell’utero, durante la formazione del cervello del bambino: questa la clamorosa conclusione di uno studio americano, che quindi esclude ogni fattore successivo alla nascita, come i vaccini. Intanto si scopre che anche su questo terreno, in Italia, c’è chi specula sulla disperazione”

Come vedete lo studio viene usato per escludere definitivamente ogni fattore successivo alla nascita in tutti i casi di autismo.

Ma le conclusioni dello studio originale sono davvero queste? 

Copio dal gruppo facebook “Ricerca e terapie nello Spettro Autistico” il commento sull’articolo di David Vagni, che ben conosce il metodo scientifico e che  ci spiega, con competenza,gli errori dell’articolo giornalistico.

David Vagni :
DISINFORMAZIONE.

Purtroppo molti giornalisti non sanno cosa fare e allora si dilettano a far finta di leggere articoli scientifici, ma altrettanto purtroppo, non ne sono in grado.
Questo l’articolo originale:
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1307491
Uno studio fatto su 11 bambini autistici ed 11 bambini neurotipici non dice un granché, soprattutto visto che le anormalità trovate sono state in 10 su 11 autistici ed in 1 su 11 NT.
Visto che il numero di bambini NT dovrebbe essere 100 volte superiore a quello dei bambini autistici questo significa che su 100 bambini presi a caso sulla popolazione generale troveremmo circa 10 bambini con alterazioni come quelle trovate in questo studio, ma solo 1 (forse) è autistico.
Se fossero queste alterazioni a CAUSARE l’autismo, forse la proporzione dovrebbe essere diversa.
Consiglio: prima di parlare di scienza, è bene conoscere la statistica.
Inoltre se uno leggesse l’articolo originale, noterebbe che le particolari strutture trovate sono diverse per ogni partecipante allo studio e nel dettaglio i diversi layer della corteccia se è vero che si sviluppano durante la gravidanza, continuano a differenziarsi anche dopo (per una buona parte entro i 6 mesi, ma continuano fino ai 15 mesi per poi rallentare drasticamente http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC19956/ ), da notare che i cervelli studiati sono di bambini, tutti con autismo grave, tra i 2 ed i 15 anni). Inoltre c’è da aggiungere che lo studio ha sondato eventuali marker di espressione genetica all’interno della corteccia. L’espressione genetica (non i geni, ma il modo in cui sono attivati all’interno delle singole cellule), varia per tutta la vita…

In definitiva:
usare uno studio fatto su 11 bambini autistici gravi di 2-15 anni, per dimostrare che la presenza di una differenza in uno strato del cervello (localizzata in posizioni diverse per ognuno e che non è perfettamente sviluppato quando i bambini hanno già iniziato il percorso vaccinale), differenza presente con una frequenza 9 volte superiore nelle persone tipiche (potere predittivo bassissimo) IMPLICA che i vaccini non causano l’autismo, fa venire realmente voglia di piangere.
Questo non significa che i vaccini causano o meno l’autismo, significa semplicemente che se una persona non ha nulla di intelligente da dire farebbe meglio a stare in silenzio perché ne va della reputazione dell’indagine scientifica, soprattutto quando invece gli autori dello studio originale sono stati giustamente molto cauti nel presentare i loro dati.”

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Cosa aggiungere, se non che tal  informazione , uscita in un periodo dove i vaccini hanno subito danni di immagine dalle recenti vicende, ci fa pensare che sia veicolata e spinta da chi deve difendere ,a torto od a ragione, le vaccinazioni di massa.
Però aver ripescato e stravolto le conclusioni di uno studio uscito mesi fa e trattato allora in modo più rispettoso dai giornalisti, certamente intacca la nostra fiducia negli organi di informazione.
Possiamo fidarci davvero ?

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Educare: Quando il cuore non basta…..

Copio un commento di Francesca Raimondi dal gruppo facebook “Paperinik ,idee per lavorare con i bambini autistici”

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“Sono un po’ stufa di leggere frasi quali “per le crisi ci vuole un forte abbraccio” oppure “non contano le strategie, basta il cuore” …. Che cosa centra il fatto che i genitori amino i figli o che gli operatori lavorino con passione (requisito a mio parere INDISPENSABILE quando si parla di bambini, con o senza disabilità) con l’utilizzo di tecniche, modalità o strategie -chiamatele come volete- utili ed adeguate, nonchè di efficacia provata??? E’ ovvio, o almeno DOVREBBE ESSERLO, che un genitore ami i propri figli e che senta il bisogno di coccolarli e dimostrare loro affetto (altrimenti, parlando di autismo, torniamo veramente a Bettelheim e …. anche no, grazie!!!) ….. dovrebbe essere naturale che un operatore che lavora con i bambini e con la disabilità lo faccia PER PASSIONE e con il cuore …. poi so che non è sempre così, non sono Pollyanna ed ho vissuto come educatrice ed insegnante esperienze anche molto negative … PERO’ con l’amore e la passione non si risolve tutto, ci vuole anche la TECNICA, ci vuole preparazione e ci vogliono obiettivi chiari, un percorso in mente e strategie consolidate da poter utilizzare … altrimenti non si va da nessuna parte!! Io sono la prima che lavora con passione, ma a volte mi sento inadeguata perché mi sembra di non avere abbastanza preparazione , conoscenze e “tecnica” … perché in questo campo non si può mai dire di sapere tutto e di essere del tutto preparati, ma si è in continua formazione ed evoluzione …. quindi basta dire che l’amore risolve tutto …. è INDISPENSABILE, ma NON BASTA!!!”

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La scienza e la coscienza (ABA e dintorni)

Chi mi conosce sa quanto sia convinto dell’importanza nel coinvolgere la famiglia in un intervento psicoeducativo.
Come ho avuto già modo di scrivere   circa 4 anni anni fa in questo post “perché è importante lavorare con i propri figli”, dove spiegavo il mio punto di vista da semplice genitore.
Negli anni, i fatti mi hanno sempre più convinto che sia necessario coinvolgere la famiglia, soprattutto se parliamo di un intervento comportamentale, dove mi risulta impossibile pensare che si possa escludere la famiglia , se non a scapito dell’efficacia dell’intervento stesso, tanto da arrivare a scrivere un’altra nota sull’importanza di fare aba centrandola sulla famiglia, visto che è essenziale alla modifica dei comportamenti, come ho scritto in questa nota “Io sono per l’aba family based “.

bivio-scelta

Capisco benissimo che sia poco interessante per i più conoscere il mio pensiero e capisco ,che chi usa spesso la parola scienza per vendere il proprio intervento, non possa certo considerare il mio parere nel prendere le sue decisioni, che giura siano sempre basate sulla scienza e quindi sulla letteratura scientifica, ma troppo spesso sento che analisti del comportamento escludono i genitori dall’intervento, adducendo motivi più o meno fumosi…
La verità è che molte volte escludere i genitori rende più semplice il lavoro, nessun controllo, nessuna domanda, si evita di formare il genitore, poco importa se l’intervento perde di efficacia….
Tempo fa ho sentito,durante una lezione, un’analista del comportamento, una di quelle che si definisce ricercatrice e quindi scienziata a tutti gli effetti,  affermare che i genitori non dovevano fare i tutor, insomma escludeva di fatto i genitori dall’intervento….
Non cercherò di convincere ne lei, ne gli altri analisti che non vogliono i genitori “fra i piedi”, che la famiglia va formata e fatta parte integrante dell’intervento solo perché lo dice Paperinik, figuriamoci, ma visto che tale persona si vanta di prendere ogni decisione su dati e letteratura, spero che voglia prendere in considerazione quello che affermano le LG21 dell’ISS, che sono basate sulla letteratura e non su semplici opinioni.
A lei ed agli altri analisti del comportamento reticenti nell’accettare i familiari parte dell’intervento, fate leggere le LG21 da fondo pagina 25, quando parla di Interventi mediati dai genitori.
Dalle quali traggo queste poche righe:
.”….Con programmi di intervento mediati dai genitori devono essere intesi interventi sistematici e modalità di comunicazione organizzati secondo specifiche sequenze,
che il genitore, previa formazione specifica, eroga al figlio con obiettivi precisi e sotto
la supervisione degli specialisti che lo affiancano. I programmi di intervento mediati
dai genitori trattati negli studi inclusi, sebbene molto eterogenei tra loro, hanno in
comune il fatto di essere implementati dai genitori e che i genitori (o gli adulti di
riferimento) sono i principali mediatori dell’intervento; si distinguono tuttavia per le
finalità (comunque nell’ambito del miglioramento dello sviluppo, della comunicazione
e dell’adattamento del bambino/adolescente con disturbi dello spettro autistico) e per
i destinatari cui sono rivolti (bambini o adolescenti, a rischio o con diagnosi di disturbi
dello spettro autistico).La ricerca di letteratura condotta ha identificato 4 studi (una revisione sistematica2
e 3 studi di coorte3-5)che producono risultati coerenti a favore dell’efficacia degli interventi mediati  dai genitori nel migliorare varie aree target;…..”

Quindi pretendiamo una certa coerenza, cari analisti del comportamento, usate pure la parola scienza per vendere i vostri interventi,ma siate onesti nell’usare la letteratura scientifica, anche per prendere decisioni per voi difficili .
casar
Non vorremo mai accadesse che gli analisti del comportamento, troppo presi dalla percezione della loro immagine sul mercato, perdessero di vista scienza e bambini…….

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Gli autistici pensano e sanno chiedere un bicchier d’acqua !

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Scrivo questo post in risposta ad un articolo uscito  con alcune dichiarazioni di Carlo Hanau, che mi hanno lasciato da una parte basito, dall’altra amareggiato.
Hanau in questo articolo http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Viaggi_e_Tempo_libero/Inchieste_e_Dossier/info493181066.html     afferma :
……Ma l’autistico non è uno che non sa parlare, come vuole far credere il libro. L’autistico è una persona che non sa pensare, non sa comunicare. Ci sono forme Asperger, o di autistici che parlano: ma non sano collegare il fonema all’oggetto. Sanno dire acqua, ma non sanno chiedere l’acqua quando hanno sete“.
Tralasciando il discorso sulla CF, mi stupisco di un’affermazione del genere completamente falsa e svilente per tutto il mondo dell’autismo, che Hanau dovrebbe rappresentare, alla faccia dell’advocacy…..

Anche prendere in considerazione il pensiero verbale nella forma più evoluta, questa affermazione è falsa perché gran parte degli autistici hanno un pensiero verbale sviluppato, alcuni nella parte bassa dello spettro forse avranno altre forme di pensiero,magari più visive,ma mi chiedo come Hanau possa essersi riferito agli autistici in genere ?
Ancora meno comprensibile l’affermazione che segue, ovvero che gli autistici che parlano siano vocali,ma non sappiano chiedere un bicchier d’acqua.
Assurdo che tale pensiero appartenga ad un professionista, docente universitario, nonché padre che vive il mondo dell’autismo da tanti anni e membro del comitato scientifico dell’Angsa.
Perché il bicchier d’acqua lo sanno chiedere anche tanti di quegli autistici che non hanno un pensiero verbale sviluppato, anche quelli che non lo hanno, basta un pensiero visivo per farlo. Dirò di più sanno chiedere un bicchier d’acqua anche autistici non vocali, specie se si è usato un sistema di CAA (segni o pecs) che lo stesso Hanau sponsorizza, per insegnargli a farlo.
Per questo è ancora più grave tale dichiarazione.
Anche se in qualche sito ne è sparita una parte , dopo le rimostranze di alcuni genitori allo stesso Hanau, il concetto non cambia. Hanau sembra davvero convinto che un autistico non possieda un linguaggio funzionale e finalistico . Quando lo possiede , secondo lui, non rientrerebbe più nello spettro.
Capite che tutto ciò sia palesemente ed oggettivamente errato e stupisce da che pulpito venga l’errore.
Ma la cosa più grave è il danno che fa al tentativo di autodeterminazione e di integrazione delle persone autistiche.
Colui che dovrebbe essere la voce, anzi il megafono di tanti genitori di autistici e praticamente essere la voce stessa di quei soggetti autistici che non sono in grado di rappresentarsi, descrive al ribasso tutto lo spettro autistico. Da in pasto all’opinione pubblica una visione di tutti gli autistici come persone che non sono in grado di pensare…… Poi come pretendere che lo stato tenti di abilitarli, come pretendere che le insegnanti tentino di integrarli, come sperare che la società tenti di integrarli e di apprezzarli se lo stigma viene da chi rappresenta il comitato scientifico dell’Angsa?
Credo che molti dei genitori soci della stessa Angsa si siano sentiti profondamente offesi da queste dichiarazioni ed anche imbarazzati nell’essere rappresentati in questo modo.
Oramai il danno è fatto,ma sarebbe opportuno che Hanau chiedesse pubblicamente scusa e che i vertici dell’Angsa facessero un comunicato, dove prendono le distanze da queste affermazioni.

 

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Linee Guida 21. Ancora ferme al palo.

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E’ passato un anno da quando scrissi questa nota https://autismomicanoccioline.wordpress.com/2012/12/31/buoni-propositi-2013-e-le-lg-21/
ma come previsto niente è cambiato.
Non solo il SSN continua ad offrire interventi sconsigliati dalle …stesse LG, non solo non ha fatto niente per adeguarsi in nessun modo (offerta, formazione universitaria, scuola, regolamentazione figure professionali), non solo la situazione sta peggiorando causa la crisi economica, cosa che permette sempre ad un minor numero di famiglie di seguire le raccomandazioni delle LG 21 privatamente. Nemmeno si è iniziato a metterle in pratica, ad esempio, non finanziando più quei centri privati che offrono servizi di stampo psicodinamico, che le LG hanno messo al bando.
Come può lo stato finanziare centri che offrono interventi sconsigliati dallo stesso Istituto Superiore della Sanità? Vero che siamo in Italia ,ma a tutto dovrebbe esserci un limite. Invece ci sono centri convenzionati come l’IdO http://www.ortofonologia.it/?do=01 , che continuano ad essere accreditati e finanziati, nonostante la loro natura psicodinamica.
Mi auguro che almeno le associazioni nazionali o l’ISS stesso, nel 2014  spingano per passi avanti concreti nell’attuazione delle LG21, così come mi auguro che molti genitori smettano di fare la guerra alle LG, spinti dai professionisti che si sentono messi in pericolo dalle stesse.

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Io sono per l’ABA “family based”

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Troppe volte leggo in rete la solita diatriba fra i sostenitori dell’ABA home based vs. ABA center based.

Io fra i due litiganti … scelgo il terzo , ovvero nessuno dei due, perché per me non ha senso pensare che sia il luogo (la location direbbe qualcuno …) a fare la differenza.
Quindi dico family based, nel senso che la famiglia deve essere il vero fulcro dell’intervento a prescindere dal luogo fisico nel quale si possano svolgere le sessioni.
Ci hanno spesso detto che l’intervento per essere efficace deve essere intensivo, perché i bambini autistici non imparano dall’ambiente, quindi chi più di una famiglia ,coinvolta nell’intervento e formata, può rendere un intervento davvero intensivo?
I familiari formati , che conoscono i principi dell’analisi del comportamento, non solo generalizzano gli apprendimenti fatti in sessione,ma estendono la sessione stessa al resto della giornata ,nella quale si può continuare a lavorare sui comportamenti, in modo coerente a quello che viene fatto in sessione (casa o centro che sia).

Spesso sono accusato di essere un sostenitore dell’home based, od un nemico del center based, niente di più falso.
A me il lavoro in un centro piace, da possibilità di lavorare in piccolo gruppo, cosa importante. Ho sempre e solo detto, che non basta il lavoro fatto in un centro se non si forma la famiglia, se non si fa partecipare all’intervento, se non si spiega come comportarsi nel quotidiano, se non si educano i genitori al rapportarsi con i figli e su come rinforzare o punire i comportamenti.
Se non si fa mai assistere il genitore alle sessioni, se non si organizzano validi parent training.

Stessa cosa vale per un intervento home based, se il consulente non rende i genitori parte attiva dell’intervento. Però è una cosa più rara, perché il genitore che paga direttamente il consulente ed i tutor e difficilmente può essere escluso dall’intervento.
Detto ciò , che siate analisti del comportamento che lavorano in un centro oppure a casa, quando prendete in carico un bambino, dovete tener presente che state prendendo in carico tutta la sua famiglia, se lo farete, la fatica sarà ricompensata perché gli apprendimenti della sessione si moltiplicheranno.
Per piacere poi non nascondetevi dietro la scusa che quei genitori non sono adatti, perché come si può insegnare, anche se in misura diversa, a tutti i bambini , la stessa cosa la si deve fare con tutti i genitori.

Sento sempre dire che non si deve solo lavorare direttamente sul comportamento del soggetto,ma anche sull’ambiente e cosa è più importante nell’ambiente del bambino della sua stessa famiglia ?

Ovviamente tutto questo non vale solo per un intervento ABA, ma per qualsiasi tipo di intervento fatto su un bambino autistico.
In fondo la famiglia ha il compito ed il diritto di prendere le decisioni sull’educazione del figlio, anche se autistico.
Penserete che sto dicendo cose ovvie, forse è vero,ma se le scrivo è perché spesso non sono applicate.

P.S. Quando dico che il genitore deve essere formato non sto dicendo che debba fare da tutor, si può formare comunque ed essere utile al di fuori delle sessioni.

P.S. 2 Ovvio poi che riuscire a coinvolgere anche la scuola sarebbe altresì importante, viste le ore che i bambini passeranno anche lì.

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WS 4 F.Degli Espinosa a Roma -Ultimi giorni per iscriversi-

Lunedì 26 marzo e martedì 27 marzo 2012 
si terrà il WS Quattro di Francesca Degli Espinosa
che tratterà i seguenti punti:

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    Il workshop e’ consigliato a partecipanti che lavorano con soggetti che fanno uso quotidiano di linguaggio funzionale.

    Argomenti trattati:

    • Le richieste per informazione (fare domande)

    • Mantenere una conversazione

    • Commenti spontanei

    • Richiamare eventi passati

    • Risoluzione di problemi ed inferenze

    • Il gioco immaginario e di ruolo

    • La teoria della mente

    Il costo del WS è di 200 € :
    Per info e prenotazioni:
    e.mail:alex.emanu@hotmail.it
    cell:3292518500

    Sarà un’occasione unica per sentire finalmente la bravissima Francesca Degli Espinosa parlare di aspetti interessanti ,uno fra tutti la teoria della mente.

    Questo  workshop può essere utile anche nei casi di asperger.

    Se siete interessati mettetevi subito in contatto ai recapiti sopra,perché le iscrizioni chiuderanno a breve.

INCONTRI DEL CENTRO POLIVALENTE NICOLETTA CAMPANELLA

VIA MARINO MAZZACURATI 74Rome, Italy