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Lezione gratuita sull’analisi del comportamento applicata

In passato, ho condiviso molte volte questa lezione sull’analisi del comportamento applicata del dottor Giovanni Miselli.
Poi , un paio di anni fa, i vecchi link non funzionavano più. E con dispiacere non potevo più condividerla.

Adesso, grazie al professor Hanau ed a Luigina Lestino di Unimore.tv, sono riuscito ad avere il nuovo link e quindi a poterlo nuovamente condividere.

Ritengo che sia utilissima per capire i principi sulle quali si basa l’analisi del comportamento applicata.
Credo la dovrebbero vedere tutti, perché fa luce sul comportamento umano , sganciandolo dal retaggio culturale psicodinamico della nostra società.
Comprendere l’analisi del comportamento significa passare dal giudicare la persona  (e spesso la sua famiglia) all’osservare il comportamento, comprendendo che il nostro comportamento va, in qualche modo, ad influenzare quello altrui.
(Se ridiamo alla battuta del bullo di turno che schernisce la vittima, siamo anche noi responsabili, perché aumentiamo la probabilità che in futuro quel bullo ripeta quel comportamento.)
Acquisiamo così responsabilità ,ma anche capacità di agire attivamente. Questo è essenziale soprattutto se siamo dei genitori o degli educatori.
Ovviamente non basterà vedere questa lezione per padroneggiare l’analisi del comportamento applicata, ma è un primo passo, per capire di cosa si tratta e che , grazie ai numerosi esempi di Giovanni Miselli, è qualcosa che riguarda tutti noi.
Possiamo  cercare di conoscerla e gestirla o ignorarla, ma ci riguarderà comunque. E non sto parlando di autismo, ma riguarda proprio tutti, nell’autismo è ancora più necessario conoscerla, ma vale per tutti.

So che talvolta  ci sembra già di agire bene, ma involontariamente potremmo rinforzare un comportamento inadeguato o dimenticarci di rinforzare un comportamento adeguato.
Questo video può aiutarvi a focalizzare tutto ciò.
Per questi motivi , consiglio a genitori (non solo di autistici) ed a tutti gli educatori, insegnanti in primis, di guardare questa lezione. Saranno poco più di 4 ore ben spese.
Il Dottor Miselli usa un linguaggio chiaro, alla portata di tutti.

La lezione è in streaming, divisa in 3 parti, alla fine di ogni parte, non dovete fare niente ,che partirà la parte successiva.
Il video sembra non sia visibile da apparecchi mobili (android o iOS ) , mentre è visibile sicuramente da pc o da mac.

clicca  per vedere la lezione   

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Ovviamente vorrei ringraziare Giovanni Miselli , qui il cv , per questa lezione, che diffonde la cultura del comportamentismo, di cui abbiamo tanto bisogno.

Solo con la condivisione del sapere e dell’informazione (quella con la i maiuscola ), possiamo davvero cambiare le cose.

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Manuale ABA VB gratuito sul web,da scaricare ed usare. – Per tutti quelli che hanno a che fare con l’autismo.-

So che molti lo conoscono, alcuni lo troveranno anche superato, ma resta un buonissimo manuale e cosa più importante è di facile accesso per tutti.
Non solo è gratuito, ma si scarica facilmente dalla rete, senza bisogno nemmeno di andare a cercarlo, ordinarlo, aspettarlo. Basta un click e si inizia subito a leggerlo.
Ottimo per conoscere i termini teorici, ma ancora più utile per iniziare un buon mand training con il bambino.
Ricordo che 8 anni fa, quando iniziammo ad usarlo, ancora non facevamo un intervento basato sull’ABA, ma i consigli di questo manuale ci furono utilissimi per far emergere qualche parolina e qualche richiesta.
Ci vuole coerenza e costanza, ma è davvero alla portata di molti, se non di tutti.
Oggi ho pensato di fare questo post, perché mi rendo conto , che nonostante sia utile e gratuito, molti ancora non lo conoscono.
Quindi diffondiamo le buone prassi .

Non costa niente !
scaricabile da Iocresco , diviso in capitoli

Manuale ABA VB della Mariposa School (versione iocresco)

oppure potete scaricare la traduzione fatta a suo tempo dai traduttori di Ippocrates.it

Manuale ABA VB Mariposa School (versione Ippocrates)

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Educare: Quando il cuore non basta…..

Copio un commento di Francesca Raimondi dal gruppo facebook “Paperinik ,idee per lavorare con i bambini autistici”

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“Sono un po’ stufa di leggere frasi quali “per le crisi ci vuole un forte abbraccio” oppure “non contano le strategie, basta il cuore” …. Che cosa centra il fatto che i genitori amino i figli o che gli operatori lavorino con passione (requisito a mio parere INDISPENSABILE quando si parla di bambini, con o senza disabilità) con l’utilizzo di tecniche, modalità o strategie -chiamatele come volete- utili ed adeguate, nonchè di efficacia provata??? E’ ovvio, o almeno DOVREBBE ESSERLO, che un genitore ami i propri figli e che senta il bisogno di coccolarli e dimostrare loro affetto (altrimenti, parlando di autismo, torniamo veramente a Bettelheim e …. anche no, grazie!!!) ….. dovrebbe essere naturale che un operatore che lavora con i bambini e con la disabilità lo faccia PER PASSIONE e con il cuore …. poi so che non è sempre così, non sono Pollyanna ed ho vissuto come educatrice ed insegnante esperienze anche molto negative … PERO’ con l’amore e la passione non si risolve tutto, ci vuole anche la TECNICA, ci vuole preparazione e ci vogliono obiettivi chiari, un percorso in mente e strategie consolidate da poter utilizzare … altrimenti non si va da nessuna parte!! Io sono la prima che lavora con passione, ma a volte mi sento inadeguata perché mi sembra di non avere abbastanza preparazione , conoscenze e “tecnica” … perché in questo campo non si può mai dire di sapere tutto e di essere del tutto preparati, ma si è in continua formazione ed evoluzione …. quindi basta dire che l’amore risolve tutto …. è INDISPENSABILE, ma NON BASTA!!!”

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Figo o sfigato ,non si può fare educazione senza il rispetto…….

Si narra che in un centro  dove si trattano sia i disturbi dell’apprendimento (DSA) , che quelli dello spettro autistico (DPS) , gli operatori nel parlare fra di loro si riferiscano ai bambini dividendoli in fighi (DSA) e sfigati (DPS).
Non voglio crederci… spero sia solo una leggenda metropolitana. Non voglio nemmeno pensare che si possa fare una cosa del genere.
Non penso solo all’eventuale umiliazione di alcuni genitori, qualora sentissero l’uso di tali termini. Ancora peggio sarebbe  se i bambini dovessero sentirli usare tali termini nei loro confronti , creando un danno di autostima per gli uni (gli sfigati), un danno educativo per gli altri (i fighi) ,il tutto con il risultato di inibire  l’integrazione all’interno dei bambini nel centro. Non è una bella cosa insegnare a discriminare. Perché, di fatto , stai insegnando ai bambini a dividersi in categorie.

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Ma anche se i termini rimanessero solo all’interno delle conversazioni degli operatori , resta, dal mio punto di vista un fatto gravissimo.
Qualcuno potrebbe obiettare che le stesse etichette sono discriminati , forse è vero, ma l’etichetta non sottintende un giudizio.
Se apostrofi qualcuno come sfigato, lo stai vedendo come tale, non semplicemente come un bambino con caratteristiche diverse dalla norma, ma proprio “sfigato” , quindi senza speranza.
Sfigato da l’idea di persona sulla quale è inutile lavorare (la sfortuna si è abbattuta contro di lui) , provoca al massimo compassione e pietismo.

Io mi domando, come può un operatore abilitare al meglio un bambino se pensa a lui come uno sfigato? Se invece di credere in lui, avendo aspettative alte , lo ha già dato per perso ? 
E’ un approccio mentale e culturale sbagliato, assurdo poi che tale mentalità si trovi proprio negli educatori. Educatori che sono alle prese con la diversità ogni giorno.

Si parla tanto di autodeterminazione ed advocacy,ma se in un centro, dove ci sono educatori e tirocinanti , la mentalità è questa, il lavoro che ci aspetta è davvero enorme.

Sembrerà cosa da poco,ma la cultura ed il rispetto della diversità, passa anche dall’uso di termini più rispettosi.

(Vorrei tanto che questa fosse solo una leggenda metropolitana )

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La scienza e la coscienza (ABA e dintorni)

Chi mi conosce sa quanto sia convinto dell’importanza nel coinvolgere la famiglia in un intervento psicoeducativo.
Come ho avuto già modo di scrivere   circa 4 anni anni fa in questo post “perché è importante lavorare con i propri figli”, dove spiegavo il mio punto di vista da semplice genitore.
Negli anni, i fatti mi hanno sempre più convinto che sia necessario coinvolgere la famiglia, soprattutto se parliamo di un intervento comportamentale, dove mi risulta impossibile pensare che si possa escludere la famiglia , se non a scapito dell’efficacia dell’intervento stesso, tanto da arrivare a scrivere un’altra nota sull’importanza di fare aba centrandola sulla famiglia, visto che è essenziale alla modifica dei comportamenti, come ho scritto in questa nota “Io sono per l’aba family based “.

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Capisco benissimo che sia poco interessante per i più conoscere il mio pensiero e capisco ,che chi usa spesso la parola scienza per vendere il proprio intervento, non possa certo considerare il mio parere nel prendere le sue decisioni, che giura siano sempre basate sulla scienza e quindi sulla letteratura scientifica, ma troppo spesso sento che analisti del comportamento escludono i genitori dall’intervento, adducendo motivi più o meno fumosi…
La verità è che molte volte escludere i genitori rende più semplice il lavoro, nessun controllo, nessuna domanda, si evita di formare il genitore, poco importa se l’intervento perde di efficacia….
Tempo fa ho sentito,durante una lezione, un’analista del comportamento, una di quelle che si definisce ricercatrice e quindi scienziata a tutti gli effetti,  affermare che i genitori non dovevano fare i tutor, insomma escludeva di fatto i genitori dall’intervento….
Non cercherò di convincere ne lei, ne gli altri analisti che non vogliono i genitori “fra i piedi”, che la famiglia va formata e fatta parte integrante dell’intervento solo perché lo dice Paperinik, figuriamoci, ma visto che tale persona si vanta di prendere ogni decisione su dati e letteratura, spero che voglia prendere in considerazione quello che affermano le LG21 dell’ISS, che sono basate sulla letteratura e non su semplici opinioni.
A lei ed agli altri analisti del comportamento reticenti nell’accettare i familiari parte dell’intervento, fate leggere le LG21 da fondo pagina 25, quando parla di Interventi mediati dai genitori.
Dalle quali traggo queste poche righe:
.”….Con programmi di intervento mediati dai genitori devono essere intesi interventi sistematici e modalità di comunicazione organizzati secondo specifiche sequenze,
che il genitore, previa formazione specifica, eroga al figlio con obiettivi precisi e sotto
la supervisione degli specialisti che lo affiancano. I programmi di intervento mediati
dai genitori trattati negli studi inclusi, sebbene molto eterogenei tra loro, hanno in
comune il fatto di essere implementati dai genitori e che i genitori (o gli adulti di
riferimento) sono i principali mediatori dell’intervento; si distinguono tuttavia per le
finalità (comunque nell’ambito del miglioramento dello sviluppo, della comunicazione
e dell’adattamento del bambino/adolescente con disturbi dello spettro autistico) e per
i destinatari cui sono rivolti (bambini o adolescenti, a rischio o con diagnosi di disturbi
dello spettro autistico).La ricerca di letteratura condotta ha identificato 4 studi (una revisione sistematica2
e 3 studi di coorte3-5)che producono risultati coerenti a favore dell’efficacia degli interventi mediati  dai genitori nel migliorare varie aree target;…..”

Quindi pretendiamo una certa coerenza, cari analisti del comportamento, usate pure la parola scienza per vendere i vostri interventi,ma siate onesti nell’usare la letteratura scientifica, anche per prendere decisioni per voi difficili .
casar
Non vorremo mai accadesse che gli analisti del comportamento, troppo presi dalla percezione della loro immagine sul mercato, perdessero di vista scienza e bambini…….

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Rinforzatori ed etica

Spesso sento parlare che non è etico usare un rinforzatore per “forzare” un apprendimento.
Molto spesso questa critica viene fatta per l’uso di rinforzatori di basso livello. In particolare l’uso di rinforzi alimentari, poiché nell’immaginario comune si accosta questo uso all’ammaestramento degli animali.

E’ la critica che più spesso si usa nei confronti di interventi che si basano sulla scienza del comportamento.

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Certo è un’immagine fastidiosa, però vorrei ricordare che:
– Tutti i rinforzi di basso livello come cibo od altri rinforzatori materiali (giochi ,figurine, adesivi etc…) sono solo un mezzo per condizionare il bambino verso rinforzatori di livello superiore quali quello sociale o quello intrinseco all’attività che si sta insegnando.
– Molto spesso questi bambini non imparano dall’ambiente.
– Spesso non hanno motivazione da rinforzo sociale.
– Non hanno molte attività “utili” al loro sviluppo, che siano rinforzanti intrinsecamente.
– Ci sono casi in cui solo con il cibo si riesce a motivarli. Ovviamente nei casi migliori il rinforzo alimentare è solo temporaneo, in altri casi si può non usare nemmeno.
Ma la mia domanda è un’altra.
Davvero, solo per nostre remore, per un’etica precostituita dai nostri pregiudizi, dall’immagine mentale che tutti abbiamo del cavallo che prende lo zuccherino, dobbiamo rinunciare ai rinforzatori di basso livello?
E’ davvero più etico lasciarli al loro sviluppo naturale, se poi questo sviluppo “naturale” significa (ed i risultati di interventi di psicomotricità negli anni lo possono dimostrare) che il loro sviluppo “naturale e rispettoso” non li porti mai verso i rinforzatori di alto livello che fanno “sviluppare” tutti noi ?
Davvero vale la pena rinunciare all’uso di rinforzatori alimentari, se poi questi bambini crescendo finiranno per non apprendere comportamenti adeguati, tanto da finire sotto l’uso di psicofarmaci ed alcuni negli istituti? Non credete sia un pregiudizio da combattere?
Le critiche spesso vengono da chi questo intervento lo combatte per interesse. Vedi i professionisti con altra formazione, che operano con diverse tecniche, spesso poco efficaci. Altre volte ci si mettono adulti “autistici” ad alto funzionamento, che ovviamente vedono l’uso di rinforzatori come un abuso. Però attenzione, loro non ne avevano bisogno. Il loro sviluppo non era a rischio , tanto che spesso nemmeno hanno avuto una diagnosi. Quindi non sono stati bambini ai quali c’era da insegnare tutto, anche il piacere di rinforzatori sociali od intrinsechi. Quindi attenzione a farsi abbindolare dalle loro belle parole, perché non è assolutamente vero che, solo assecondando il loro sviluppo naturale, i vostri bambini arrivino tutti al livello di questi guru autistici, che di basso funzionamento non sanno nulla. Parlano di etica,ma non hanno figli autistici e non sono mai stati autistici a basso funzionamento . Insomma in toscana diciamo :

Ricordate l’uso di rinforzatori di basso livello è un mezzo, non il fine.

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Linee Guida 21. Ancora ferme al palo.

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E’ passato un anno da quando scrissi questa nota https://autismomicanoccioline.wordpress.com/2012/12/31/buoni-propositi-2013-e-le-lg-21/
ma come previsto niente è cambiato.
Non solo il SSN continua ad offrire interventi sconsigliati dalle …stesse LG, non solo non ha fatto niente per adeguarsi in nessun modo (offerta, formazione universitaria, scuola, regolamentazione figure professionali), non solo la situazione sta peggiorando causa la crisi economica, cosa che permette sempre ad un minor numero di famiglie di seguire le raccomandazioni delle LG 21 privatamente. Nemmeno si è iniziato a metterle in pratica, ad esempio, non finanziando più quei centri privati che offrono servizi di stampo psicodinamico, che le LG hanno messo al bando.
Come può lo stato finanziare centri che offrono interventi sconsigliati dallo stesso Istituto Superiore della Sanità? Vero che siamo in Italia ,ma a tutto dovrebbe esserci un limite. Invece ci sono centri convenzionati come l’IdO http://www.ortofonologia.it/?do=01 , che continuano ad essere accreditati e finanziati, nonostante la loro natura psicodinamica.
Mi auguro che almeno le associazioni nazionali o l’ISS stesso, nel 2014  spingano per passi avanti concreti nell’attuazione delle LG21, così come mi auguro che molti genitori smettano di fare la guerra alle LG, spinti dai professionisti che si sentono messi in pericolo dalle stesse.