Pubblicato in: advocacy autismo, autismo, informazione

Vincere la paura della diagnosi di autismo

Uno dei momenti più difficili da affrontare per un genitore di un bambino autistico, è sicuramente il momento della diagnosi . Normale, è davvero complicato calarsi in nuove prospettive.
Prima bisogna resettare le nostre aspettative e darsene di nuove .
Poi si deve comprendere  che la diagnosi di spettro autistico non è una condanna , ma l’inizio per intervenire .Perché non è l’autismo in sé il problema , ma le comorbilidità presenti , su questo ne avevo parlato anche qui perché usare la parola “autismi”

La difficoltà nell’accettare e comprendere uandiagnosi di spettro autistico, spesso porta ad una  spasmodica ricerca di nuove valutazioni diagnostiche :
Tenete presente che le valutazioni e le diagnosi sono cliniche e non strumentali. Ciò vuol dire che la diagnosi non cambia vostro figlio.
Mi spiego meglio : se vostro figlio ha n problemi (quelli che sono il motivo della visita) resteranno tali qualsiasi etichetta useranno per catalogarli.
Anche nel caso non emettano una diagnosi, i problemi resteranno.
Non è come un esame strumentale che può tranquillizzare su eventuali problemi fisici. Con i problemi comportamentali, non funziona così. Non sarà una diagnosi più benevola a cambiare il futuro di vostri figlio.
È anche normale ,che cercando tante diverse osservazioni, possiate ottenere diagnosi diverse (talvolta solo per le parole usate e non per la sostanza), ma questo potrebbe solo farvi perdere di vista l’obiettivo. Ovvero l’intervento su vostro figlio.

Attenzione anche al fatto che diversi NPI, è possibile vi diano indicazioni diverse, perché hanno orientamenti psicologici diversi. Per questo è bene affidarsi ai consigli del NPI solo se segue le LG21, altrimenti non seguitelo.
Usate i controlli/osservazioni periodiche, solo per valutare se l’intervento che seguite sia efficace  o meno.
Non esagerate con le valutazioni, stresserete vostro figlio e voi.
I lunghi ricoveri sono stressanti ed inutili.
Chiedetevi sempre, se una nuova valutazione diagnostica vi possa davvero servire ed a cosa.
Spesso temo si faccia solo perché non si accetta la prima diagnosi.
Ma anche se la diagnosi fosse errata, i problemi restano ed intervenire con  (o cognitivo comportamentali) su di essi, sarà comunque utilissimo.
leggi perché “accettare” la diagnosi

P.S. la diagnosi serve soprattutto per accedere ai servizi.

P.S.2 spiegazione della foto scelta: essere autistici non significa essere “pazzi” così come non avere una diagnosi  (vedi Sheldon) non significa essere neurotipici.

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