Posted in advocacy autismo, aspie

Io mi chiamo Filippo

Condivido da blog  Aspironìa  il seguente post , lo faccio oggi ,16 maggio 2016, non a caso, visto che è il compleanno di Filippo, che compie 21 anni.

“Io mi chiamo Filippo e ho quasi 12 anni. Sono un po’ basso per la mia età e non sono né magro né grasso. Ho gli occhi cangianti e ho i capelli castano-rossi. Sulle guance ho stampate numerose lentiggini e ho i denti sporgenti. Non sono molto veloce, ma non sono neanche lento. Mi stanco molto facilmente ma so cos’è lo spirito sportivo e amo molto fare sport. Odio assaggiare cose nuove, ma amo le sorprese e so essere molto spiritoso e ottimista. Mi piace disegnare perché scarico tutta la mia tensione e anche inventare perché ho un serbatoio pieno di idee che rivoluzioneranno il mondo e lo renderanno migliore. Credo nell’amore e nell’amicizia più di ogni altra persona. L’amore è importante perché porta buoni frutti e rende le persone felici.”

20140425_151903-940x429

Queste sono le poche righe che l’anno scorso abbiamo inviato a “Parole in Corsa”. Per noi, mamma e papà di Filippo, sono la cosa più straordinaria che nostro figlio abbia mai scritto. Perché Filippo ha dimostrato che si “vede”, sa che fisicamente ed emotivamente esiste. Perché Filippo è autistico. Filippo parla in modo forbito ed elegante, molto demodé, ma non comunica, racconta solo ciò che vive nella sua mente e non ciò che è reale. Temevamo che anche di sé stesso avesse una visione stravolta e distorta come il mondo in cui “scappa” appena può. Filippo parlotta tra sé e sé e si scorda che compiti deve fare, dove deve andare, se deve comprare il latte o l’olio, non prende il resto e lascia tutto in giro. Poi torna sulla terra e si dispera: perché ha sbagliato la fermata del bus, o non è arrivato in tempo, o ha perso il foglio con le indicazioni, i soldi, il cellulare, il diario di scuola, l’apparecchio dei denti… Raccontandolo così sembra un adolescente qualsiasi, ma nessun adolescente lo cerca tra i suoi compagni di scuola, di nuoto, di karaté. Noi gli riempiamo le giornate per stare “coeso” con il mondo reale, ma appena finisce l’ora di lezione tutto si ferma di nuovo. Gli altri fanno gruppetto: parlano di ragazze, di jeans alla moda o di calcio. Lui si mette in disparte: né attore né spettatore di qualcosa che gli sfugge. E che non sa come raggiungere. Poi guarda il suo cellulare (quanto lo ha aspettato, e per i tredici anni lo ha avuto, finalmente!) e scuote la testa: “Tanto non mi chiama nessuno.” I suoi coetanei intanto si organizzano per la pizza, il cinema, è estate e tutti stanno in piazzetta al mare a chiacchierare e fare cose sceme… Lui si rifugia nei libri. Ha sempre letto. A venticinque mesi era capace di unire le sillabe e passava il tempo guardando le lettere di ogni foglio o ogni insegna che gli capitasse a vista. Abbiamo pensato fosse un genio o comunque un bambino precoce. Mentre da piccino si lanciava su ogni libro che trovava, ora legge e rilegge sempre le stesse storie, aspetta con ansia solo il nuovo manga di Dragonball. Dice che non è sempre interessante provare cose nuove. Anche con il cibo è uno strazio. Filippo mangia solo sette alimenti diversi. Tra questi, ovviamente, non ci sono né frutta né verdura, solo la mela Fuji sbucciata e tagliata in quattro spicchi. Altrimenti dice: “No grazie. Non gradisco questa pietanza.” (Certo, Filippo non dice:”che schifo”!)Sta crescendo in un modo diverso da tutti. Senza relazioni, senza incontri o scontri (tranne le scazzottate con i fratelli più piccoli!). Da solo, malgrado i nostri sforzi. Credo di essere una delle poche mamme che rimprovera il figlio perché torna a casa troppo presto! Ora si accorge di sé. Fa domande:”Perché nessuno dei miei compagni fa terapia? Perché al campo estivo del corso di karatè solo io avevo l’accompagnatore? Cosa c’è di interessante a parlare solo di calcio? Perché agli altri non piace nessuna delle cose che piacciono a me, a parte Dragonball?” Vorrei che arrivasse a chiedersi:”Perché a me non piace niente di ciò che piace agli altri?”. Questo sarebbe veramente un grande passo avanti. Che fosse più consapevole dei suoi limiti. Che provasse almeno un pochino a scalarlo questo muro tra lui e tutti noi. Che si affacciasse almeno un attimo dall’altra parte. Perché siamo veramente in tanti pronti ad accoglierlo ed abbracciarlo forte, forte. Ma lui non potrà essere diverso da come è… Mi angoscio su questo pensiero: vorrei che fosse autonomo ma mantenesse le sue stravaganze, che conducesse una vita (soprattutto affettiva e di relazione) come tutti ma rivelandosi piacevolmente bizzarro. Perché a dirla tutta a me piace tanto così. Fuori dalle righe e dagli schemi. Uguale solo a sé stesso. Mi sento il suo aguzzino a doverlo rimproverare per ciò che è. A doverlo incanalare, contenere. Non so se tutto questo tirarlo e costringerlo dalla “nostra parte” servirà a qualcosa. Forse lo stiamo solo snaturando da quello che è, confondendolo ancora di più, togliendogli la libertà di fare quello che vuole come vuole lui. Spero solo che diventi l’adulto meraviglioso che so che c’è dietro quello sguardo un po’ stralunato e ci ripeta sempre che:”L’amore è importante perché porta buoni frutti e rende le persone felici.”

di Filippo Manfredi e Cristina Bonatti – Finalisti al concorso Parole in Corsa VI Edizione 2008

Qui sotto un’altra chicca di Filippo, il suo “Aspie Rap”

Preso da  Autism in the World

Advertisements

One thought on “Io mi chiamo Filippo

  1. Ciao, i miei complimenti per la tua rubrica, leggo sempre con interesse i tuoi post. Sono anch’io padre di un ragazzino con autismo e collaboro attivamente con l’associazione Gaudio onlus http://www.autismogaudio.org . È un’associazione che si occupa di autismo e disabilità intellettiva. Tanta buona volontà, tante idee e come sempre accade, poco denaro a disposizione ma poco importa, facciamo ciò che possiamo. Tra le varie iniziative mi sento di segnalarti Blue diary, un progetto di un supporto semplice e pratico affinché ogni famiglia possa realizzare la propria agenda simbolica. Non mi prolunga in descrizioni, è tutto riportato nella pagina dedicata del nostro sito http://www.autismogaudio.org/#!blue-diary/zsvaf . Ciò che ti chiedo è di dare un’occhiata e, se lo crederai opportuno, di diffondere l’iniziativa. Come leggerai il progetto si realizzerà se avrà sufficiente consenso, consenso che chiediamo di esprimere con Like alla pagina facebook e con la partecipazione al sondaggio. Bene, non ti trattengo oltre, lascio a te giudicare e ti ringrazio anticipatamente per l’attenzione e per ciò che riterrai di fare. Ovviamente resto a tua disposizione per ogni chiarimento. Buona serata

    Dario Mazzola Il 16/Mag/2016 19:33, “Autismo-mica-noccioline” ha scritto:

    > Alberto Fagni posted: “Condivido da blog Aspironìa il seguente post , lo > faccio oggi ,16 maggio 2016, non a caso, visto che è il compleanno di > Filippo, che compie 21 anni. IO MI CHIAMO FILIPPO… “Io mi chiamo Filippo e > ho quasi 12 anni. Sono un po’ basso per la mia età e” >

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s