Posted in advocacy autismo, informazione

Intervista di Simone Knowing Simon S. per il Transform Autism Education Project

Con molto piacere pubblico l’intervista che Simone Knowing Simon S. ha rilasciato per il TAE.
Con la preghiera di visitare il blog del progetto .

Transform Autism Education Project intervista Simone Knowing Simon S.

Transform Autism Education (TAE) è un progetto internazionale di ricerca e sviluppo finanziato dalla Commissione Europea che prevede la collaborazione fra Italia, Grecia e Regno Unito per lo sviluppo di linee guida e good practices rivolti ai docenti al fine di agevolare sempre più l’inclusione di bambini con autismo nella scuola primaria. Simone è stato chiamato a collaborare come Specialist Advisor dal Team Italiano ed è stato intervistato da Rebecca Wood, Project Manager di TAE.

Visita il blog del progetto    Transform Autism Education  

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Simone Knowing Simon S. è il Consulente Specialista per la squadra italiana del progetto TAE. Si descrive come “un cittadino del mondo di 34 anni” e ha lavorato nelle scuole per 17 anni, specializzato in materia di istruzione e di formazione, comunicazione e metodi di apprendimento. Simon ha conseguito due lauree in Scienze e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione presso l’Università di Milano e sta studiando per la sua terza laurea in Scienze Umane e Sociali (Psicologia). Simon è molto coinvolto nella ricerca sull’autismo ed è sempre alla ricerca di nuove soluzioni su come imparare, capire e comunicare al riguardo di questo argomento. Ha una diagnosi di sindrome di Asperger.

 

Simone Knowing Simon S. is the Specialist Adviser for the Italian team of the TAE project. He describes himself as “a 34 year old citizen of the world” and has been working in schools for 17 years, specialising in education and training, communication and learning methods. Simon holds two degrees in the Sciences and Technologies of Information and Communication from the University of Milan and he is studying for his third degree in Human and Social Sciences (Psychology). Simon is very involved in autism research and is always seeking new solutions on how to learn, understand and communicate about it. He has a diagnosis of Asperger Syndrome.


1. Parlaci un po’ di più del tuo lavoro.

Principalmente, io sono un insegnante e un educatore: lavoro anche con alcuni bambini con disturbi specifici dell’apprendimento, in particolare dislessia e autismo. Cerco di trovare buone pratiche e le idee per sviluppare soluzioni di insegnamento adatte a tutti i bambini che mi sono affidati. Sono anche un consulente per alcune aziende in problem solving, comunicazione automatica, design della comunicazione e della produzione musicale in cui il mio udito sensibile è molto apprezzato.

1. Tell us a little more about your work.

Principally, I’m a teacher and an educator: I work with some children with specific learning disabilities, especially dyslexia, and autism. I try to find good practice and ideas to develop teaching solutions suitable for all children who are entrusted to me. I’m also a consultant for some companies in problem solving, automatic communication, communication design and musical production in which my sensitive hearing is much appreciated.

2. Quali sono i tuoi ricordi di scuola quando eri di età compresa tra cinque e dieci anni?

Dal momento che ho una memoria a lungo termine davvero potente, mi ricordo moltissime cose della mia infanzia. Dalla scuola primaria, mi ricordo tutto ciò che riguarda i luoghi, i colori, gli odori e gli eventi. Ricordo molto poco invece dei bambini che erano con me, e solo riguardo ad alcuni episodi spiacevoli o dettagli. Ad esempio, ricordo i 27 Gig Tiger giochi elettronici di A., le matite glitterate di M., le lenti di plastica pieghevoli di P., o l’etichetta con il mio nome su tutti gli elementi comuni come il sapone da bagno o il dentifricio, e cose del genere. Nella mia mente io posso tornare indietro nel tempo quando voglio e sentire i suoni, gli odori, le sensazioni di ogni evento che ricordo. Questa capacità include le ricreazioni, le feste, i laboratori in classe e tutte le rappresentazioni scolastiche di fine anno, che ricordo con grande precisione: mi ricordo tutta la musica, le luci, i colori ed i materiali e le posizioni sul palco, eccetera eccetera.

2. What are your memories of school when you were between the ages of five and ten?

I have a really powerful long-term memory, so I remember a lot of things from my childhood. From primary school, I remember everything about the places, colours, smells and events. I recollect very little instead of the children who were with me, and even then only for some unpleasant episodes or details. For example, I remember the 27 Gig Tiger Electronic Games of A., the glitter pencils of M., the collapsible plastic lenses of P., or the label with my name on all common items such as bath soap or toothpaste, and things like that. In my mind, I can go back in time whenever I want and hear the sounds, the smells, the sensations of each event that I remember. This includes recreation, holidays, classroom laboratories and all the end of year school performances, which I recall with great precision: I remember all the music, lights, colours and the materials and positions on stage of the scenery etc.

3. Di quali cose, secondo te, hanno bisogno i bambini per vivere serenamente in una scuola ordinaria?

I bambini hanno bisogno di tre cose per vivere serenamente a scuola: la gentilezza, il rispetto (da altri bambini, ma principalmente da parte degli adulti) ed insegnanti che non abbiano paura di imparare cose nuove. Soprattutto, forse, la cosa più importante è che gli insegnanti non siano spaventati quando sentono la parola “autismo”. Non devono avere paura di questa parola.

3. What, in your opinion, do young children need if they are to thrive in mainstream schools?

Children need three things to thrive in mainstream schools: kindness, respect (from other children but principally from adults) and teachers who are not afraid to learn new things. Above all, perhaps the most important things is that teachers are not frightened when they hear the word “autism.” They must not be afraid of this word.

4. Cosa speri di portare al progetto TAE?

Sono molto onorato di prendere parte al progetto TAE, e desidero portare il mio punto di vista, nella speranza che questo aggiungerà anche solo un pezzettino alla comprensione dello spettro autistico. Ho dedicato tutta la mia vita all’educazione e all’insegnamento, e ho visto e sperimentato spesso molte situazioni di esclusione. Molto spesso ho potuto fare nulla (o molto poco): quando sei un Mac in un mondo di Windows, finisci per restare solo, perché tra te e le altre persone si crea un muro di incomprensione che, combinato con la rigidità di pensiero, non consente di comunicare i tuoi pensieri in modo funzionale. Ma questo non può essere una scusa: chiunque può migliorare sè stesso (non necessariamente con gli stessi strumenti di tutti gli altri, magari), e lo scopo delle persone è quello di migliorare il futuro per coloro che vengono dopo di lui (come dice Darwin … ). Ho cercato di migliorare me stesso e voglio cambiare le cose e portare il mio piccolo contributo alla costruzione di nuovi pezzi di società.

Quando una persona é esclusa da qualcosa, essa ne è molto consapevole, e quella sensazione è, credo, uno dei sentimenti peggiori che si possa sperimentare. Io voglio invecchiare e pensare che nella mia vita sono stato utile per qualcuno: I bambini di oggi? I miei figli in futuro? I futuri figli di altre persone? Non fa differenza.

4. What do you hope to bring to the TAE project?

I’m very honoured to take part in the TAE project, and I wish to bring my perspective in the hope that this will add to the understanding of the Autism spectrum. I have dedicated my entire life to education and teaching, and I have seen and I have experienced many situations of being on the outside. Very often, I couldn’t do anything (or very little): when you’re a Mac in a Windows’ world, you end up alone, because between you and other people, it creates a wall of incomprehension that, combined with rigidity of thought, does not allow you to communicate your thoughts functionally. But this can’t be an excuse: any person can improve him or herself (perhaps not necessarily with the same tools as everyone else), and the purpose of people is to improve the future for those who come after them (as Darwin says…). I have tried to improve myself and I want to change things and bring my small contribution to building new pieces of society. When some people are excluded, they are very aware of it, and that feeling is, I think, one of the worst feelings that you can experience. I want to grow old and to think that in my life I had been useful for someone: Today’s children? My future children? The future children of other people? It makes no difference.

Grazie per l’intervista Simon e non vediamo l’ora di incontrarti a Birmingham nel mese di ottobre.

Thank you for the interview Simon and we look forward to meeting you in Birmingham in October.

Sarà un grande onore. Grazie anche a te. Cordiali saluti da Italia, e sorrisi. Simon.

It will be a great honour. Thank you too. Best regards from Italy, and smiles. Simon.

Nota della redazione:
Simone Knowing Simon S. è noto a molti di voi per aver scritto il libro “Paolo Secondo Me” di cui avevamo parlato qui,   Prima io sono un bambino e Poi sono autistico…   

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