Posted in autismo, informazione

Omeopatia , non solo inutile, ma anche psicodinamica ?

 

L’omeopatia ha raggiunto ,negli anni ,risultati di efficacia pari a quelli del placebo, usato nel gruppo di controllo.
Non è certo una sorpresa . L’acqua omeopatica ha gli stessi risultati dell’acqua usata come placebo. Non è una scoperta che l’acqua valga l’acqua .
In fondo basti vedere cosa sono le diluizioni omeopatiche , basti vedere il calcolo sotto , preso dalle dispense di un omeopata.
Esaminiamo la scala centesimale o scala delle CH. 

Già alle prime diluizioni salta all’occhio come la sostanza di partenza tenda a “scomparire”:

1CH= 1/102 = 1/100 (1 su cento)

2CH=1/104= 1/10.000 (1 su diecimila)

3CH=1/106= 1/1.000.000 (1 su  un milione)

Se poi si va oltre, si osserva, con la 12CH, che il soluto non è più rintracciabile. 

12CH=1/10012=1/1024=1/1 su 1.000.000.000.000.000.000.000.000 



Pensate che spesso si usano diluizioni  30CH, fino a 200CH ed oltre , difficili anche da immaginare.

Ma questa non è una novità.
In questi giorni però mi hanno passato delle dispense di un omeopata “cease”, uno di quelli che si vanta di “curare” i bambini autistici con la sua carissima acqua (parliamo di svariate centinaia di euro al litro, se non addirittura migliaia ) e fra le tante teorie più metafisiche che scientifiche, mi ha stupito leggere basi di orientamento da psicologia analitica. 
Insomma non sapevo se ridere o piangere, siamo arrivati all’autismo da madre frigorifero curato con l’acqua tiepida …..

Per farvi capire di cosa parlo, vi riporto alcuni passi di queste dispense sull’omeopatia.

“La forza vitale individuale proviene dalla forza vitale che regola l’universo. La vita dell’uomo si realizza all’interno dell’universo, in cui tutte le cose sono collegate e reciprocamente dipendenti e, all’interno dell’universo,  la forza vitale anima la natura cui partecipano tutti gli esseri viventi”
……

“Per Hahnemann, la malattia è la conseguenza di uno squilibrio o di un disordine della forza vitale. La forza vitale dà manifestazione di sé, del suo equilibrio o del suo squilibrio, nel corpo fisico. In caso di malattia, si produrranno i sintomi, che Hahnemann definisce come “sensazioni e segni”. Le sensazioni e i segni, nel loro insieme, sono percepibili con i sensi e, nel loro insieme, rappresentano la malattia e della malattia sono il linguaggio. Sono l’espressione degli sforzi che la forza vitale individuale fa per conservarsi in equilibrio, reagendo agli stimoli dell’ambiente esterno, siano essi batteri o stress emotivi.”

“La nostra forza vitale reagisce a ogni stimolo esterno opponendo una forza uguale e contraria a quella dello stimolo ricevuto. La reazione che ne deriva può non essere capace di ricostituire la salute, e avremo quindi la malattia. La malattia potrebbe definirsi quindi come una reazione di adattamento a cause ambientali di vario genere. Queste cause ambientali comprendono gli agenti patogeni, quali virus e batteri, ma anche le forti emozioni, come un lutto, la collera, la fine di un amore, la perdita del lavoro.”
……..

“La malattia diventa una “tattica diversiva” per mascherare disagi più profondi.”

…..

“In una parola, si deve cercare di vedere la realtà con gli occhi del paziente per capire fino in fondo il suo disagio. La distorsione, ad esempio, di una caviglia di uno sportivo può spalancare un mondo, se non ci fermiamo in superficie. Potremmo scoprire che a ogni vigilia di una gara il nostro atleta incorre sempre in qualche incidente e quindi l’attenzione si sposterà dal piano fisico a considerare le sue insicurezze, la sua ansia di prestazione e le strategie “difensive” che mette in atto per non essere “proclamato” perdente. “

…….

“Gli ostacoli alla cura, tuttavia, possono implicare considerazioni più complesse. Una donna è triste e amareggiata perché il marito la picchia. L’ostacolo alla cura è il marito e quindi posso consigliare di fare una bella denuncia in questura? Oppure le do un rimedio che curandola le dà il coraggio sufficiente per andare a denunciarlo? La questione non è così semplice e impone, caso per caso, delle attente valutazioni. Un mio amico veterinario omeopata ha di fronte lo stesso dilemma quando deve curare un cane aggressivo perché maltrattato dai padroni. Il buon “esito” del rimedio spesso determinerà la fuga del cane oppure la ribellione dello stesso contro i suoi padroni.”

(ma il cane che aggressivo che aggredisce i padroni, davvero si può considerare guarito? -sarcasmo- )

Come vedete spesso la malattia è espressione di un trauma psicologico, quindi l’omeopata è prima di tutto uno psicanalista , anche quando trattasi di animali ?

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Ancora più chiaro è il passaggio sotto

“Ho avuto modo di leggere alcuni casi clinici omeopatici riguardanti i figli o i nipoti di deportati nei lager nazisti. Dopo due generazioni ancora si conservava il “ricordo” delle persecuzioni subite in passato dai genitori e dai nonni, con malattie poi risolte con rimedi omeopatici, capaci di “immunizzarli” dal dolore che era stato trasmesso loro e che, in modo inconsapevole, ancora disarmonizzava la loro forza vitale. Esempi più banali sono i figli di una madre che in gravidanza ha subito un lutto grave, capace di lasciare un’impronta nella sua anima che sarà poi trasmessa all’anima del bambino. Il senso di vuoto e di dolore passa anche nel bambino che potrà manifestare tristezza o malinconia oppure sintomi fisici riconducibili al disturbo della forza vitale causato dal lutto della madre. Molto spesso mi è capitato di prescrivere un rimedio che cura il lutto, come ad esempio Natrum muriaticum, nel figlio piccolo di una mamma che, in gravidanza aveva fatto questa dolorosa esperienza. Il bimbo oltre ad essere triste e taciturno, aveva sintomi fisici correlati a quel rimedio, senza che avesse sperimentato, in prima persona, il profondo dolore della madre.”



Mi sembra che questa parole non abbiano bisogno di essere commentate. All’orientamento psicodinamico si aggiunge il trauma psicologico ereditario, superiamo ogni più fantasiosa tesi metafisica.

Quindi ,non solo preparativi ad avere prescrizioni di acqua ,se andate da un omeopata per “curare” l’autismo di vostro figlio ( stessa cosa fosse anche un altro qualsiasi malessere), ma attenzione perché potrebbe capitarvi di essere giudicati come cattivi genitori, colpevoli dell’autismo del figlio, perché genitori freddi o assenti o per qualsiasi altro trauma psicologico possa venire nascere dalla fantasia del vostro omeopata.

Sinceramente, nella mia esperienza con l’omeopatia , non mi ero imbattuto con questo lato psicodinamico della stessa.
Capisco che dovendo far leva sull’aspetto psicologico (in fondo il placebo è così che funziona) , si usino molto le teorie fantasiose  che si basano sugli aneddoti, sui rituali quasi magici (dare i rimedi alla stessa ora, batterli tre volte sul tavolo per attivarli , seguire il ciclo della luna etc… –fortuna che io non ho subito nemmeno questo lato ritualistico-  ) , però leggere tali  tali…. mi manca un termine che non risulti offensivo, diciamo fantasie , mi ha sorpreso e mi chiedo se i genitori ,ai quali ,l’omeopata cease in questione , ha inviato  queste dispense sull’omeopatia, le abbiano davvero lette.
Perché se le hanno lette, davvero non si sono incavolati ? Psicodinamica a parte, vedo solo fantasia e molta confusione.
Davvero siamo disposti a credere a tutto, solo sull’illusione e la promessa millantata di guarigione, che la cease ha fatto fraudolentemente  fin dalla sua nascita ?

Sempre sull’omeopatia puoi leggere :

autismo e l’acqua magica

l’omeopatia ed il gatto nero

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