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Autismo: L’omeopatia ed il gatto nero.

Quando provo a far ragionare alcuni genitori di bambini autistici, sulla pochezza della cease therapy e quindi dell’omeopatia in senso lato, magari chiedendo studi scientifici ,a sostegno dell’esistenza della memoria dell’acqua (senza cadono tutte la basi su cui poggia l’omeopatia) o di efficacia della stessa, mi rispondono con le solite frasi fatte del tipo :” sono 2oo anni che le persone si curano con l’omeopatia, se continuano farlo  è solo perché funziona” .

Ora tralasciando il fatto che l’omeopatia sfrutta a suo favore l'”effetto placebo”, che sappiamo avere il suo peso, un discorso del genere non dimostra niente. Ci sono cose che l’uomo fa  da millenni, ma ciò non significa sia perché portano buoni risultati.
L’esempio più calzante è quello della superstizione.
Prendiamone una a caso ,l’idea che il gatto nero che attraversa la strada sia fonte di sfiga.

gattino-nero-kitten

Sono tantissimi anni che la gente lo pensa, alcuni sono pronti a giurare sulla veridicità di questa superstizione.
Ma se valuti a posteriori un episodio sfortunato ,solo su quella circostanza ,senza darti un limite di tempo, è normale che qualcosa di brutto ti possa accadere nei giorni seguenti a quando ti ha attraversato un gatto nero. e’ una semplice regola statistica.
E’ il ragionamento illogico alla base, che sorregge certe superstizioni.
Ma perché si attribuisce che il fatto brutto sia avvenuto per colpa del gatto,magari a distanza di giorni?  Come se non vi fossero altri fatti avvenuti in quei giorni.
Perché non dare la colpa al canarino giallo che hai visto volare il giorno prima ? Oppure alla macchina azzurra che ti ha superato dopo il tramonto?
A quante cose potremmo dare colpa, che in fondo non hanno nessuna correlazione logica con quel fatto “brutto”?
Ma in molti sono pronti a collegare tutto al gatto nero , solo perché in molti glielo hanno detto . Non c’è una vera ragione, se non il fatto che inche in molti ci credono.

Però come comprendete bene il gatto nero non ha alcun influsso.
Stesso discorso vale per l’omeopatia, il solo fatto che in molti la usino, non è dimostrazione di niente. Nè lo sono le correlazioni fra un eventuale assunzione di un prodotto omeopatico e ciò che avviene nelle settimane seguenti. Piccoli alti e bassi sono normali ,sopratutto nei bambini autistici.
Ci vogliono le prove.

Dovreste pretendere le prove di ciò che affermano quelli che vi vendono prodotti omeopatici, se non addirittura vi promettono la “guarigione” dei vostri figli dall’autismo, per merito di prodotti omeopatici.

Non accontentatevi dei racconti degli altri, pensate al gatto nero.

Se una cosa funziona , si può sempre dimostrare.
Non fatevi ingannare con le solite scuse che l’omeopatia sarebbe ostacolata dalle industrie farmaceutiche. Sarebbero in molti pronti a buttarsi sul business, se solo funzionasse.

Mi rendo conto, dalle discussioni far  genitori, che in molti di quelli che usano l’omeopatia, non la conoscono a fondo . E’ capitato anche a me, di usarla, pensando a semplici prodotti naturali diluiti .
Ma la realtà è che i prodotti omeopatici non contengono nessuna molecola  di quello che dovrebbe essere l’elemento che stimola -secondo la tesi omeopatica- la guarigione dell’organismo.
Allora come funzionerebbe, vi chiederete ?
Semplice ,l’acqua manterrebbe il “messaggio” della molecola con la quale è entrata in contatto.

Ma andiamo per gradi . un prodotto omeopatico, oltre la nona diluizione , non contiene più alcuna molecola della sostanza originaria. Se pensate che i prodotti omeopatici arrivano anche alle 200 o 3oo diluizioni, capirete bene quanto sia debole la base teorica della stessa.
L’unica speranza è che esista la così detta “memoria” dell’acqua.

Ma ovviamente nessuno ha mai potuto provare la sua esistenza. Non è possibile, ma ci fu una pubblicazione su Nature, che avrebbe potuto rivoluzionare la scienza medica e non solo, se solo fosse stata vera.
Visto che non si può dimostrare l’esistenza della memoria dell’acqua, si pensò di provarne l’efficacia, in uno studio scientifico con tutti i crismi, tanto da essere pubblicato sulla famosa rivista scientifica Nature .
Copio da Wikipedia

Benveniste ha legato il suo nome ad una ricerca apparentemente rivoluzionaria: pubblicò infatti, nell’estate del 1988, gli sconcertanti risultati delle sue ricerche riguardanti la cosiddetta “memoria dell’acqua[1]. Tali risultati parevano convalidare per la prima volta su base scientifica i principi della medicina omeopatica di Samuel Hahnemann. Le ricerche condotte da Benveniste, riassunte nei risultati pubblicati su Nature, suscitarono forti reazioni nell’ambiente scientifico; la conclusione del suo lavoro, se confermata, avrebbe infatti smentito consolidate conoscenze di fisicachimica e medicina, come ad esempio la legge di Avogadro[2].

Le perplessità del mondo scientifico portarono alla costituzione di una commissione di controllo, avente come scopo verificare le affermazioni fatte e ripetere gli esperimenti in ambiente controllato[2]. La commissione fu composta dal direttore di Nature (John Maddox), da Walter Stewart, ricercatore specializzato in patologia clinica e particolarmente esperto di errori e frodi nella ricerca medica, e da James Randi. La commissione di controllo riscontrò una pesante manipolazione dei risultati da parte del medico francese e della sua segretaria: si era trattato di una consapevole falsificazione dei dati[2].

La rivista Nature illustrò la scoperta del falso pubblicando una relazione[3] sulle proprie pagine, e smentendo i risultati del medico francese.

Le ricerche iniziate negli anni ottanta da Benveniste e dai gruppi da lui capitanati sono state successivamente riprese da altri laboratori, nessuno dei quali riuscì a riprodurre i risultati dichiarati dallo studioso francese; lo stesso istituto INSERM provò senza successo a riprodurre l’esperimento. Successivamente furono scoperti conflitti di interesse tra il medico francese e industrie di prodotti omeopatici, come la LHF e la Boiron[2], dalle quali Benveniste aveva ricevuto sovvenzioni e pagamenti non dichiarati. Per questo motivo fu allontanato dall’istituto in cui lavorava non appena il contratto giunse a scadenza.(alla faccia di chi parla di complotti contro l’omeopatia!)

 

Interessante sapere che (tratto da Omeopatia:l’incredibile caso del dottor Benveniste) :

Durante lo studio di controllo le provette con il siero diluito furono fatte preparare dalla Davenas (assistente di Benveniste) con delle etichette, così che lei conoscesse (e fosse sicura di conoscere) quali contenevano solo acqua, quali siero diluito e quali siero puro: fu tutto video registrato.

Quando la Davenas lasciò il laboratorio, il gruppo dei tre “controllori”, sempre videoregistrando, tolse le etichette di identificazione dalle provette e le sostituì con altre siglate con un codice poi scritto in un foglio. Il foglio con i codici giusti fu chiuso in una busta sigillata ed incollato al soffitto del laboratorio. Era un “studio cieco” artigianale. Nessuno tra quelli che conducevano gli esperimenti, avrebbero potuto sapere cosa stavano testando: se acqua semplice, se acqua con il siero ultradiluito (omeopatico, diciamo) o se il siero non diluito e quindi attivo.

Andarono tutti via, ma Randi, compì un’ultima operazione. Segnò a terra la posizione di una scala appoggiata ad una parete del laboratorio, la stessa usata per incollare la busta con i codici sul soffitto, se qualcuno avesse visto la busta, la tentazione di prelevarla, avrebbe potuto prendere il sopravvento.
Il giorno dopo, Randi racconta dell’atteggiamento sereno e rilassato (aveva pure convocato una conferenza stampa) di Benveniste e quello preoccupato della Davenas.

Al momento del controllo dei risultati fu una tragedia: furono prelevati dalla busta nel soffitto i codici e controllate le provette: quelle con il siero diluito (quelle “omeopatiche”, per intenderci) non avevano avuto nessun effetto sui granulociti. Niente, nemmeno un piccolo risultato.
Era stata tutta una truffa.
Al primo tentativo di controllo serio, insomma, il castello montato dai ricercatori francesi è crollato miseramente ed in maniera ignobile.
La scala appoggiata alla parete era stata spostata e sulla busta vi erano segni di un tentativo di apertura.
Ufficialmente, le chiavi del laboratorio dell’INSERM le aveva solo Jacques Benveniste.
Fu la caduta dell’imperatore.

Nonostante questo, ancora oggi molti usano questo studio come prova della memoria dell’acqua.
Certo è vero che si è rivelato una truffa, ma in fondo è l’unico,difficile usarne un altro.

Per concludere:
Affidereste la salute ed il futuro del vostro figlio ad una superstizione ? Davvero credete che basti evitare un gatto nero? 
No, giusto? Ma allora perché siete disposti ad affidare il futuro dei vostri figli all’omeopatia?

Ritrattazione dello studio sulla memoria dell’acqua su Nature

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