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Come un faro nella nebbia – autistica –

Siamo alle soglie del 2016 e nel mondo dell’autismo vedo sempre troppa nebbia.

Lo Stato latita e ciò favorisce il proliferare di nuove “terapie”  con basi che sono fra il magico ed il fantasioso.
Non solo, ma ciclicamente si ripropongono  anche interventi vecchi e superati, che nonostante  i numerosi fallimenti, sopravvivono proprio grazie al clima di incertezza ,che continua ad avvolgere l’autismo, i professionisti e di riflesso i genitori.

Cerchiamo almeno di mettere dei punti fermi, su quello che si conosce.
Ogni genitore è libero di affidarsi a chi vuole, pagando di tasca propria, ma è giusto che conosca quali sono gli interventi accreditati di efficacia nell’autismo e quelli, che nonostante  anni ed anni di applicazioni non hanno mai superato uno studio sulla loro efficacia. 
Per questo voglio pubblicare una piccola sintesi delle Linee Guida francesi per l’autismo.
Metto quelle francesi per due motivi.
Il primo è perché sono molto chiare, avendo attribuito un grado di efficacia ad ogni intervento considerato.
Il secondo è perché se anche i francesi, patria della psicologia analitica  e della psicanalisi applicata all’autismo, riconoscono l’efficacia degli interventi di stampo comportamentista, significa che è evidente ed incontestabile e non nasce da una scelta culturale di fondo, ma semplicemente sono il risultato di anni di pubblicazioni scientifiche .
Ovviamente le linee guida non sono perfette, ma sono il meglio che abbiamo a disposizione.

Le linee guida francesi per l’autismo. (sintesi e traduzione di David Vagni
I gradi di efficacia sono (A=certo, B=efficace, C= probabilmente efficace ma con poche prove).               A cui si aggiungono il parere degli esperti e la bocciatura.
Intervento precoce:
ABA (grado B) e Denver (grado B), in misura minore il TEAACH (grado C – con uso di tecniche comportamentali). Aggiungere il parent training a tutte (grado B).

Interventi bocciati :
Son Rise® ;
3i ;
Feuerstein ;
Doman-Delacato;
Camera iperbarica;
Padovan.
Bocciano (ma senza raggiungere il consenso):
Psicoanalisi
Psichiatria Istituzionale

Un discorso a parte per il DIR-Floortime che è bocciato se fatto in modo esclusivo e di (grado C) se combinato con una terapia comportamentale.

Per aree specifiche:
Linguaggio: logopedia (consigliata dagli esperti anche in mancanza di pubblicazioni), AAC quali PECS,etc.. (grado C).
Comunicazione facilitata (bocciata e sconsigliata).

Socializzazione: CBT – terapia cognitivo comportamentale (grado C)
Cognitivo: —
Sensoriale: integrazione sensoriale (consigliata dagli esperti anche in mancanza di pubblicazioni – ma con diversi ma), bocciano il Tomatis. Attività sportiva (accordo esperto).
Emozioni: CBT – terapia cognitivo comportamentale (grado B), gioco di ruolo (grado C), gruppi sociali (accordo esperto).

Comportamenti problema: metodi linguisti compensativi (grado C), tecniche comportamentali (grado C).
Packing (BOCCIATO).
Interventi medici – tutti sconsigliati –
Aggressività: Aloperidolo, Aripiprazolo e Risperidone – solo in casi di reale necessità, comunemente meglio evitare.
Iperattività: metilfenidato – solo in casi di reale necessità, comunemente meglio evitare.
Altri trattamenti biomedici: tutti sconsigliati perché prove insufficienti:
Immunoterapia, chelazione, diete GC, DAN, sedativi, antibiotici e antifungini.

faro

Non cadete al complottismo puro, se un intervento in tanti anni non ha mai dato prove di efficacia, un motivo c’è .

Non fatevi convincere dalla solita scusa che ogni bambino autistico è diverso quindi ha bisogno di interventi diversi, perché gli interventi bocciati hanno fallito non su un singolo caso,ma su popolazioni intere di bambini autistici .

Ricordate, le linee guida sono come un faro nella nebbia che avvolge l’autismo.
Teniamo acceso quel faro ….. e seguiamolo !

Linee guida francesi-versione completa

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One thought on “Come un faro nella nebbia – autistica –

  1. Condivido. Fa parte del nostro lavoro informare correttamente i genitori. Spesso arrivano chiedendo logopedia perché il loro bambino non parla é importante far capire priorità e obiettivi (che magari non includono necessariamente la logopedia).

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