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Autismo: Rai 3 fra informazione tradita e paradosso

3 aprile 2015 (the day after !)

Che delusione!
Attendevo con gloria la proiezione del film “Pulce non c’è “ in onda ieri sera su Rai 3 in occasione della giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo.
Finalmente, pensavo ,si manda in onda sul piccolo schermo il film che racconta una storia tragica legata all’uso della Comunicazione Facilitata. Soddisfatto della denuncia di uno strumento inefficace e pericoloso.
Adesso -pensavo- si metterà un freno ,almeno in parte, al fenomeno nuovamente in espansione (questa è la mia sensazione) della Comunicazione Facilitata , adesso sotto il nuovo nome commerciale di W.O.C.E., che grazie ai libri scritti con la CF (e pubblicizzati dai media)ed alle lauree prese con l’uso della stessa , sta conoscendo una nuova giovinezza.
E’ assurdo che la scuola (a tutti i livelli dalla primaria all’università ) accetti come strumento la CF quando non è riconosciuta dalle LG21 dell’Istituto Superiore della Sanità. Della serie la mano destra non sa cosa cosa fa la sinistra?

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Insomma speravo che potesse arrivare il messaggio sulla pericolosità della Comunicazione Facilitata e della sua inefficacia , infatti ,in questo senso, il film sinceramente fa la sua parte.

Ma una volta che i titoli di coda sfumano nel dibattito che ne segue non si sente una parola su tale pratica, non una presa di posizione chiara e forte. Nemmeno una parola.
Ma il vero paradosso arriva alla fine della deludente trasmissione, quando il conduttore pubblicizza due libri, di cui uno è scritto  con la Comunicazione Facilitata .
Come si fa, dico io, a promuovere un tale libro dopo aver proiettato un film di denuncia contro ?
Tutto questo sotto gli occhi di personaggi come Nicoletti ed Hanau ,che non potevano certo ignorare che il libro “Baci a tutti” fosse stato scritto con l’uso della CF ?
Promuovere tale libro in una dibattito, che avrebbe dovuto fare informazione e nella serata del film “Pulce non c’è”  è stato a dir poco vergognoso, assurdo ed ha vanificato il messaggio del film .

Per il resto nella trasmissione ho visto molti “spot” alle buone “prassi”  spesso dovute ad iniziative private.
Spot ai vaccini (ma di questo parlerò in un post a sè).
Non si è parlato di interventi di una “sicura” efficacia, come da LG21 , ma si è solo parlato di sport come possibilità occupazionale. Bello si ,ma non basta. Non basta certo a migliorare le aspettative di vita autonoma, non basta nemmeno a fare vera inclusione, se si fanno solo squadre solo per loro,ma posso capire che talvolta si possa anche scegliere questa strada, però sono tutte iniziative che partono dai privati, non dallo stato, che spesso non offre niente o quasi.
Hanno fatto vedere un centro messo su da un genitore(Marino) ;Ma –chiedo–  è normale che un genitore debba COSTRUIRE una fondazione ed un centro semi residenziale per abilitare i figli?
L’hanno venduta come un fiore all’occhiello,ma nessuno ha fatto notare che non spetterebbe al singolo, perché non tutti possono farlo.
Si è parlato della scuola come fosse adeguata. Solo la Daniele ha provato a fare luce sul nulla che spesso viene offerto alle famiglie.
Nessun accenno per spiegare che e perché si dovrebbe parlare di “autismi” in modo da creare meno stereotipi.

Se a questo aggiungiamo che nella trasmissione Leonardo sempre su Rai 3 , ieri alle 14,50 sembra( così mi hanno detto ) che abbiano messo fra le varie cause dell’autismo anche il cattivo rapporto con la madre , rispolverando la vecchia teoria della madre frigorifero.  Adesso la frittata è completa !

Meno male tanto altro è stato fatto ieri , anche se non è finito sotto i riflettori .

Per chi non conoscesse la Comunicazione Facilitata può vedere anche
cattiva pubblicità

Hans il cavallo intelligente e la CF

CF : Pericolosa Illusione 

 

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4 thoughts on “Autismo: Rai 3 fra informazione tradita e paradosso

  1. Mi spiace, ma questa volta non sono d’accordo (mentre condivido in pieno il post precedente).
    La trasmissione, come l’intera giornata, è stata pensata per informare le “persone comuni”, il largo pubblico, per far conoscere all’opinione pubblica questa condizione in tutta la sua complessità (o quasi). Per questo è, a mio avviso, sbagliato pretendere dalla trasmissione (e dal film) di informare o dissuadere da una pratica i genitori di persone con autismo. La finalità della giornata (e della televisione), non può, deve essere, quella di educare, di fornire informazioni esaustive e corrette ALLE persone con autismo e ai loro familiari. Non è il mezzo giusto.
    Né d’altro canto il WAAD serve (totalmente) costruire un conflitto per rivendicare diritti o servizi alle istituzioni presenti. Per questi obiettivi dobbiamo lavorare il resto dell’anno, anche grazie alla fama e le relazioni costruite il 2 aprile.
    Detto tra noi, per lo stesso motivo, personalmente non amo la Giornata, come non amo le altre simili, ma questa è l’impostazione che ha, preferisco far funzionare al meglio quello che c’è, non lamentarmi se non è come lo vorrei…

  2. Grazie per questo commento. Sono la mamma di Gaia e Pulce , mi chiamo Viola Oggero. Anche se vi sembrerà improbabile ,la reale storia da noi vissuta anni fa ,per colpa della Comunicazione Facilitata e dell’ignoranza degli addetti ai lavori ( Neuropsichiatra infantile, Psicologa , Servizi Sociali, insegnanti) é stata molto più dura di quanto descritto dal film.Se vi facessi leggere le carte processuali rimarreste allibiti. Pulce è descritta dal NPI al Giudice come ” bambina handicappata dotata di vivace intelligenza ” ( senza diagnosi di autismo, che effettivamente non aveva mai fatto ) , il Tribunale dei Minori , in base alle relazioni ricevute, ha ipotizzato la presenza di un disagio in famiglia, INDIPENDENTEMENTE dalla denuncia d’abuso: il suo disagio si chiamava Autismo ,ma nessuno ne ha tenuto conto! Avevano disposto la permanenza di Pulce in comunità anche quando il papà é stato prosciolto (perché si è dimostrato che Pulce non era in grado di rendere valida testimonianza) .Grazie alla Corte d’Appello Pulce é rientrata a casa dopo 9 lunghissimi mesi, comunque per due anni siamo stati” condannati “ad essere seguiti e controllati dai servizi. In questi colloqui le domande dell’assistente sociale erano : “vi è servita questa esperienza? “, mai una scusa. Il film e prima ancora il libro è frutto della voglia di Gaia di dare un risarcimento morale al papà. Se lo avete visto si coglie però tutta la sofferenza di un fratello, che esiste ma non osa disturbare dei genitori già così provati. É stato brutto non raccogliere neppure un commento sulla nostra storia nella trasmissione e più ancora vedere pubblicizzato un libro scritto con la CF. Qualcuno dice che è giusto permettere alla famiglie vivere di illusioni, io non penso che sia giusto, c’è bisogno di comunicazioni vere ,del ragazzo, molto più terra a terra come quelle con la CAA ma del ragazzo. E soprattutto sono mooooolto arrabbiata con chi vende a caro prezzo queste illusioni . Grazie per l’attenzione. Vorrei che storie come la nostra non accadessero mai più .

    1. Grazie Viola, per questa tua testimonianza (permettimi il tu) , che fa ulteriore chiarezza su questa vicenda e che ancora una volta mostra l’occasione persa da parte della rai.
      Mi permetto di aprire un nuovo post con questo suo commento, per potergli dare la visibilità che merita.
      Grazie ancora .

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