Posted in autismo, informazione, Vaccinazioni

La vera scienza ed il cattivo uso che ne fanno i “giornalisti”

Sta girando in rete un articolo giornalistico che fa disinformazione di sistema, non so se il giornalista sia stato solo distratto e superficiale o se sia stato spinto nello scrivere un articolo con un taglio del genere, fatto è che quello che afferma il giornalista, ad iniziare dal titolo dato,sia l’emblema di come si può stravolgere uno studio scientifico serio, per usarlo per conclusioni lontanissime dai risultati dello studio stesso.

Questo è l’articolo scoperta USA
che scrive “l’autismo si svilupperebbe già nell’utero, durante la formazione del cervello del bambino: questa la clamorosa conclusione di uno studio americano, che quindi esclude ogni fattore successivo alla nascita, come i vaccini. Intanto si scopre che anche su questo terreno, in Italia, c’è chi specula sulla disperazione”

Come vedete lo studio viene usato per escludere definitivamente ogni fattore successivo alla nascita in tutti i casi di autismo.

Ma le conclusioni dello studio originale sono davvero queste? 

Copio dal gruppo facebook “Ricerca e terapie nello Spettro Autistico” il commento sull’articolo di David Vagni, che ben conosce il metodo scientifico e che  ci spiega, con competenza,gli errori dell’articolo giornalistico.

David Vagni :
DISINFORMAZIONE.

Purtroppo molti giornalisti non sanno cosa fare e allora si dilettano a far finta di leggere articoli scientifici, ma altrettanto purtroppo, non ne sono in grado.
Questo l’articolo originale:
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1307491
Uno studio fatto su 11 bambini autistici ed 11 bambini neurotipici non dice un granché, soprattutto visto che le anormalità trovate sono state in 10 su 11 autistici ed in 1 su 11 NT.
Visto che il numero di bambini NT dovrebbe essere 100 volte superiore a quello dei bambini autistici questo significa che su 100 bambini presi a caso sulla popolazione generale troveremmo circa 10 bambini con alterazioni come quelle trovate in questo studio, ma solo 1 (forse) è autistico.
Se fossero queste alterazioni a CAUSARE l’autismo, forse la proporzione dovrebbe essere diversa.
Consiglio: prima di parlare di scienza, è bene conoscere la statistica.
Inoltre se uno leggesse l’articolo originale, noterebbe che le particolari strutture trovate sono diverse per ogni partecipante allo studio e nel dettaglio i diversi layer della corteccia se è vero che si sviluppano durante la gravidanza, continuano a differenziarsi anche dopo (per una buona parte entro i 6 mesi, ma continuano fino ai 15 mesi per poi rallentare drasticamente http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC19956/ ), da notare che i cervelli studiati sono di bambini, tutti con autismo grave, tra i 2 ed i 15 anni). Inoltre c’è da aggiungere che lo studio ha sondato eventuali marker di espressione genetica all’interno della corteccia. L’espressione genetica (non i geni, ma il modo in cui sono attivati all’interno delle singole cellule), varia per tutta la vita…

In definitiva:
usare uno studio fatto su 11 bambini autistici gravi di 2-15 anni, per dimostrare che la presenza di una differenza in uno strato del cervello (localizzata in posizioni diverse per ognuno e che non è perfettamente sviluppato quando i bambini hanno già iniziato il percorso vaccinale), differenza presente con una frequenza 9 volte superiore nelle persone tipiche (potere predittivo bassissimo) IMPLICA che i vaccini non causano l’autismo, fa venire realmente voglia di piangere.
Questo non significa che i vaccini causano o meno l’autismo, significa semplicemente che se una persona non ha nulla di intelligente da dire farebbe meglio a stare in silenzio perché ne va della reputazione dell’indagine scientifica, soprattutto quando invece gli autori dello studio originale sono stati giustamente molto cauti nel presentare i loro dati.”

313b2
Cosa aggiungere, se non che tal  informazione , uscita in un periodo dove i vaccini hanno subito danni di immagine dalle recenti vicende, ci fa pensare che sia veicolata e spinta da chi deve difendere ,a torto od a ragione, le vaccinazioni di massa.
Però aver ripescato e stravolto le conclusioni di uno studio uscito mesi fa e trattato allora in modo più rispettoso dai giornalisti, certamente intacca la nostra fiducia negli organi di informazione.
Possiamo fidarci davvero ?

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