Posted in aspie, autismo, informazione, Uncategorized

Perché usare la parola “autismi”……

Sono anni che oramai la parola che leggo di più ogni giorno è diventata autismo. In questi anni forse, almeno lo spero, è aumentata la mia conoscenza dello spettro autistico , aumentata in profondità (per quanto in modo dilettantesco) ,ma ho anche imparato a conoscere meglio l’ampiezza dello spettro, tanto che la parola autismo per descriverlo tutto, mi suona stretta, per vari motivi.
Analizzando la percezione che si ha dell’autismo sia dall’interno che dall’esterno, la parola autismo al singolare genera spesso malintesi, perché è difficile che si percepisca lo spettro nella sua reale ampiezza, tanto che spesso vi accorgerete che un genitore con un bambino autistico a basso funzionamento non riconoscerà come “autistico” un asperger, penserà che quest’ultimo si dica autistico per “moda”, per interesse o per farsi gioco di lui. Lo capisco, io per primo anni fa, quando una persona si definiva autistica, scrivendo ed esponendo i suoi pensieri in modo molto articolato (si, molto meglio di quanto faccia io ,lo so,ma per quello non ci vuole molto) dubitavo fortemente fosse autistico.
Normale nascano incomprensioni ,se cerchiamo di definire con una parola, condizioni molto diverse , vissute in modo molto diverso, con problemi da affrontare, che sono spesso simili per natura del problema,ma di intensità di gran lunga diverse.
Capita spesso che quando un bambino ,che è partito della parte alta dello spettro, arrivi a perdere la diagnosi (che non significa guarire), diventi un evento che genera incredulità da parte di genitori di bambini nella parte più bassa dello spettro. Difficile capire quanto è ampio lo spettro per chi vive una condizione difficile, specie se si usa la stessa parola per definire condizioni, spesso molto diverse.  Condizioni che generano aspettative che hanno poco in comune. Per questo chiarire che gli autistici sono persone e come tali tutte diverse,  non è sufficiente, perché tutti si sono creati una propria categoria mentale.

Autismi fa pensare a più categorie ed in parte può aiutare ad allargare la propria percezione dello spettro. (pensate al solo fatto che alcuni preferiscono descrivere l’autismo con il termine malattia , perché la vivono in quel modo, altri condizione , altri ancora neurodiversità)

rose
Ancora più interessante potrebbe essere l’uso al plurale per la percezione pubblica. Perché in questa società dove i media fanno incetta di storie romanzate sull’autismo , forse far comprendere che non ci si deve creare uno stereotipo sull’autismo, magari vedendo una trasmissione tv o leggendo un libro, sarebbe già una piccola conquista.
Negli ultimi anni purtroppo sono saliti alla cronaca personaggi pubblici o divenuti tali, che hanno parlato di autismo generalizzando la loro versione, rivendicando i loro diritti ,legittimi sicuramente,ma talvolta legati ad una parte dello spettro.  Far capire a chi guarda o legge  che quello è solo una parte dello spettro, perché ci sono altri “autismi” è forse utile alla percezione comune, che quando saprà che una persona è autistica, invece di vederla attraverso lo stereotipo fornito da un libro od un programma in TV, magari penserà -“autistico si, ma di che autismo stiamo parlando?”-,  ciò potrebbe aiutare a vedere la persona ,oltre la sua “etichetta”
Oppure vogliamo che l’autismo venga descritto da libri scritti tramite la Comunicazione Facilitata, dove i pensieri non sono dell’autistico,ma del facilitatore? Vogliamo far credere che basti assecondarli ? Magari avendo a disposizione ampie possibilità economiche , come i personaggi che popolano i media ?
Oppure vogliamo che le persone autistiche siano solamente compatite , messaggio che fa passare un altro papà che calca i media? In una recente intervista con il figlio accanto , ha definito i disegni del figlio “folli” , senza preoccuparsi della sua presenza. Questa mancanza di riguardo e rispetto è “rischiosa” , specie in pubblico, perché se lo fa un genitore, allora si può sentire autorizzato anche un insegnante con il bambino/ragazzo presente. Cosa da evitare come la pesta.
Inoltre pur comprendendo le motivazioni “politiche” del piangersi addosso, siamo davvero sicuri che paghi in termini di integrazione?
Voi pensate che le persone vogliano integrarsi con chi è considerato  folle, se non aggressivo, dai suoi stessi genitori ?
E i genitori stessi sarebbero ancora più emarginati, se visti come persone che hanno solo bisogno di piangere e perennemente tristi. Nessuno vuol essere amico di persone tristi e depresse.
Ovviamente l’autismo, in gran parte dei casi è molto limitante. E’ doloroso, quanto può essere doloroso qualcosa che colpisce un figlio , togliendone gran parte delle aspettative di una vita serena.
Ma non credo che la strada sia questa, ne credo renderebbe giustizia alla parte alta dello spettro, che dovrebbero combattere ulteriori pregiudizi. Ne è utile all’autostima in generale di tutto lo spettro.

Ci sarebbero motivi anche eziologici per l’uso del termine “autismi” , così come la presenza o meno di comorbidita’,   ma credo che già il fatto che il termine al plurale renda meglio l’idea dell’ampiezza dello spettro è sufficiente a motivarne l’uso.

Spesso la percezione è regolata dalle nostre esperienze passate, per questo temo le generalizzazioni di esperienze singole,fatte dai personaggi famosi ,tramite i media.
Sull’importanza dell’ esperienze (anche televisive) sulla percezione di un fenomeno, vi regalo questo breve video, per spronare tutti a guardare la persona  oltre le etichette , “cuori neri, picche rossi”

del film “Interstate 60” .

Advertisements

One thought on “Perché usare la parola “autismi”……

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s