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Comunicazione Facilitata: Pericolosa illusione.

Mi trovo dopo mesi a dovere nuovamente scrivere sulla Comunicazione Facilitata (CF) , dovendo a mio malgrado constatare una situazione che va peggiorando. Dal caso del ragazzo laureato di cui si è tanto parlato ad oggi, non ci sono stati chiarimenti dovuti da parte delle istituzioni e la CF ,grazie anche ai libri che vengono pubblicati grazie a questo strumento, continua ad attrarre i genitori alla ricerca dell’illusione di riabbracciare il figlio perduto al momento della diagnosi.
Capisco benissimo che in fondo tutti abbiano bisogno di crederci ,ma abbiamo il dovere di non perdere tempo dietro ai nostri sogni. Abbiamo il dovere di essere concreti. Lo dobbiamo ai nostri figli.
Ultimamente sto assistendo in un gruppo FB  alle pubblicazioni di post scritti tramite la comunicazione facilitata da parte di un ragazzo, dove il facilitatore è il padre.
Questi post stanno riscuotendo un buon successo da parte dei genitori, non solo perché possono illudersi di leggere quello che prova un autistico , perché di cose scritte da autistici  ne abbiamo già lette tantissime, ma perché giungono (almeno in apparenza) da un ragazzo autistico non verbale ed è questo “miracolo” che affascina. A tutti piace pensare che nel proprio figlio, anche se non verbale, ci sia un genio nascosto, ci sia quel bambino che la diagnosi in qualche modo ha strappato alle nostre aspettative.
A tal proposito, in un’intervista pubblicata  20/04/2012 21 alle 17.53 (metto data ed ora per far capire che è autentica,ma non il link, perché non voglio metterla sul personale, ne far pubblicità al libro in uscita) il padre affermava cosa accadde quando a 7 anni il figlio si approcciò alla CF  …..”  Innanzitutto F., cui a stento usciva una parola ogni tanto, aveva già a sette anni una perfetta padronanza della lingua italiana. Nella sua intelligenza, per certi versi superiore, comprendeva perfettamente il linguaggio, se scritto, ed era capace di esprimersi scrivendo, con una ricchezza di costruzione e di vocaboli decisamente superiore a qualsiasi ragazzo della sua età.”
Come vedete il miracolo si era compiuto, almeno per il padre . La magia sembra compiuta. L’illusionista ha estratto il coniglio dal cilindro! 

presto
Siccome ultimamente il padre sta nascondendo che il figlio si esprima tramite CF,cito  dalla stessa intervista  un’altra affermazione del padre …..In seconda elementare, nella nostra costante ricerca di tutto ciò che potesse aiutare una persona autistica, siamo entrati in contatto con un metodo riabilitativo che, nel corso degli anni, è stato identificato con nomi diversi: “Comunicazione Facilitata”, poi evolutasi in “Comunicazione Aumentativa Alternativa”, “Metodo WOCE”.

Per chi non sa come funziona,o meglio non funziona la CF, chiedo di leggere l‘articolo di David Vagni a tal proposito, perché esauriente e ben fatto.

Come vedete non ho volutamente fatto nomi, non è una questione personale. Però ritengo che si stia facendo, sia una pubblicità pericolosa alla CF,sia passi indietro nella conoscenza generale che sia ha dell’autismo .
Perché l’uomo della strada , che leggerà i testi( libri)  usciti con questo strumento , finirà per farsi un’idea completamente sballata dell’autismo.
Vi copio sotto l’ultimo post del ragazzo su facebook, così capirete cosa intendo.
Il ragazzo “facilitato” scrive :
“Alcune persone mi scrivono dicendo che i loro autistici sono molto diversi da me perchè violenti e spesso da contenere e per loro, quindi, ciò che dico non può essere di grande aiuto. Per loro volevo dire che anch’io ho crisi di violenza. Da piccolo mi scattavano sia verso altri che verso me stesso. Due volte ho mandato un adulto al pronto soccorso, fortunatamente per danni lievi. Quando capitava, poi vivevo un rimorso enorme, perchè non volevo, non ero io e facevo male a persone che amavo moltissimo. Purtroppo nella mia mente c’erano delle cose che scattavano da sole e che io non potevo nè evitare nè gestire ed un po’ mi capita anche oggi quando mi scattano i pugni che mi do in testa o quando comincio a ripetere all’infinito una parola. Io non sono ancora padrone delle azioni della mia mente ma anche qui sto migliorando. Vivo poi una cosa che terrorizza i medici ossia il fatto che avverto dentro di me più personalità. I medici temono la schizofrenia ma non è così. Provo a spiegare neurotipico. Voi siete persone diverse in ambienti diversi, tipo a casa ed al lavoro, ma la distanza tra queste personalità è limitata e siete sempre una persona per volta. Provate ad immaginare di ampliare la distanza tra queste vostre personalità e ad averle nella mente tutte insieme. Per voi neurotipici questo è inquietante perchè l’unicità dell’io è colonna portante della vostra auto immagine. Per me invece è rilassante e divertente, solo che da piccolo c’era in testa un po’ di confusione. Spero questo possa aiutare chi ha autistici profondi ed oscuri. Qui siamo molto lontani dal cervello neurotipico.”

Capite quanto possiamo tornare indietro con post come questi , almeno fossero di un autistico , potremmo pensare a delle comorbidità , ma rischiamo di creare falsi miti o di tornare indietro negli anni, quando si definiva l’autismo una schizofrenia infantile .
Così si confondono i genitori freschi di diagnosi.

Inoltre ponetevi  le seguenti domande :
Quando non ci sarà più il padre che guida il figlio nella scrittura,il figlio sarà in balia della volontà del primo che lo facilita ?
Quanta autonomia reale offre la CF?

Dedicare anni ed anni alla CF ,potrebbe togliere tempo prezioso per interventi più efficaci, meno sensazionalisti,ma con più ricadute nel quotidiano ?

Ultima considerazione:
Nonostante le LG21 si siano nettamente espresse contro l’uso della CF, poi lo “Stato” (in senso lato) , è connivente con la CF stessa, permettendo che venga usata nelle proprie  scuole o nelle proprie università.

 P.S. Fare informazione corretta è un dovere nei confronti dei genitori freschi di diagnosi

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