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Casa di Alice , dopo il danno, si tenta la beffa ! (In risposta alla psicologa Chiappini)

Conoscete sicuramente i i fatti incresciosi accaduti nel centro “La Casa di Alice di Grottammare”, che ha portato all’arresto di 5 educatori, che lavoravano nella struttura. Senza entrare nelle dinamiche legali, che non ci competono e il che non sempre fanno davvero Giustizia, vorrei porre l’attenzione su chi sta cercando di sminuire quello che tutti abbiamo visto . Mi rivolgo in particolare alla psicologa Chiappini,che ha scritto questo  articolo (clicca per leggerlo) in difesa degli operatori arrestati.

L’articolo della Chiappini sinceramente mi suona come la beffa che segue il danno. La Chiappini ci chiede se conosciamo veramente l’autismo? Poi prova a darci lezioni sulle tecniche, non azzeccandone una, quindi  afferma
“DOPO Anni di studio, Tesi di laurea, corsi di Formazione ed Esperienza Pratica, io POSSO dire di non conoscerlo affatto “  .
Ma non contenta ci da lezione di etica e di autismo, sbeffeggiando gli altri con termini come capiscioni o scienziati puntigliosi. 

Ma andiamo per ordine, la suddetta psicologa afferma “Non conosco nessuno degli educatori coinvolti nell’ «Orrore di Grottammare»», Questo per tranquillizzarci Ssulla sua posizione neutrle nella vicenda. Questa è già un’affermazione che si può contestare alla psicologa,visto che basta andare sul suo profilo  facebook (clicca qui)  , per  poter fácilmente appurare che il suo compagno (Profilo del compagno)  , lavora proprio per la cooperativa che gestisce la Casa di Alice . ……Lascio a voi giudicare quanto la Chiappini possa essere sincera ed imparziale ….. Falsa anche l’affermazione che la stanza di “contenimento” sia obbligatoria per legge (ma quale legge? ) .

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Poi afferma ,parlando del suo lavoro con gli autistici   “Quanti di voi hanno mai preso un pugno, una testata o sono stati presi per i capelli o hanno dovuto evitare che mangiassero o cospargessero le loro feci ovunque? “ in un altro passaggio scrive :
“.Per gli scienziati puntigliosi vorrei precisare che in una stanza di contenimento non possono esserci finestre per l’evidente pericolo che rappresentano, le scarpe vengono tolte perché diventano armi pericolosissime, generalmente si spogliano da soli e sei molto fortunato se non defecano per poi spalmare le proprie feci sulle pareti c.. “  Ciò non giustifica quello che abbiamo visto, anzi la Chiappini vorrebbe farci credere che tutti gli autistici sono come li descrive lei, difficili e pericolosi.  Ed  é grave che dia questa immagine , oltremodo falsa e stigmatizzante tutto lo spettro, per giustificare l’ingiustificabile.
Quello che manca nelle immagini per giustificare il comportamento degli operatori è proprio l’aggressività di quei ragazzi autistici, che venivano portati e chiusi in una stanza, in modo punitivo, per molti minuti,senza controllo.  Davverotutti quei soggetti erano in preda a crisi aggressive e fuori controllo,nonostante non risulti nei video?  Davvero la Chiappini ci vuolfar credere che la stanza venisse usata in modo educativo, sulla base di qualche tecnica? Piuttosto dovremmo chiederci chi ha permesso tanta barbarie, finendo per maltrattare quei soggetti, colpendoli non solo nel fisico, quanto nella loro dignità di persone.
Scrive ancora la Chiappini  ” La violenza è sempre da condannare, ma il contenimento è spesso l’unica soluzione per evitare conseguenze più gravi perché nonostante siate tutti dei supereroi, di fronte a tanta rabbia e tanta potenza incontrollata, potete solo soccombere.

Nel video non si vede nessun gesto di violenza: decontestualizzando gli ingressi nella stanza, per giunta, non è possibile capire perché vi venissero chiusi, ma sono sicura che chi di dovere osserverà bene i video integrali e prenderà provvedimenti adeguati, perché se qualcuno è andato oltre deve pagare. Nel frattempo giornalisti e amanti del gossip potranno continuare a sentenziare senza sapere nulla. “ Appunto non si capisce perché chiudere dei soggetti soli in una stanza , cosa che non è contenimento. Al contenimento fisico si ricorre quando vi è pericolo per gli altri o per l’autistico stesso, ma in questi filmati non si vede nessun pericolo da giustificare un contenimento, che poi non è certo segregando i soggetti in una stanza.  Scrive Ancora L’autismo è un mondo dolorosissimo per chi ne è vittima e per chi gli sta intorno. Penso che nessun genitore vorrebbe tenere il proprio figlio in un istituto, ma ci sono casi così gravi in cui non si può fare altrimenti e quella che chiamate con orrore “stanza di contenimento” (oggi rinominata da falsi moralisti “stanza di rilassamento” o ”di time out”, obbligatoria per legge per avviare una struttura del genere) vorrebbe averla un qualsiasi genitore nella propria casa quando, in preda ad una crisi, il proprio figlio autistico lancia coltelli e distrugge ogni cosa o persona gli venga a tiro e la sua forza è sorprendentemente implacabile: è quindi meno rischioso per tutti l’impiego di una stanza priva di stimoli per ferire e ferirsi. “
Qui viene fuori la poca competenza della Chiappini che confonde 3 tecniche diverse come contenimento, time out e rilassamento, parlandone come fossero una cosa sola, Mentre sono 3 tecniche molto diverse e con funzioni diverse  .             ?  

Quella stanza e come veniva usata non era nessuna di queste cose.
Spesso erano solo bambini e non mostravano comportamenti aggressivi, tali da subire quel trattamento del tutto inqualificabile e degradante.
Non c’era nessun motivo per lasciare i bambini e nemmeno gli adulti incustoditi da soli e spesso senza abiti. La scusa che denudarli li avrebbe salvati da episodi di autolesionismo NON SI può sentire.
Se un soggetto presenta episodi di autolesionismo , non ha certo bisogno degli abiti, ma soprattutto è CRIMINALE lasciarlo solo in una stanza, perché potrebbe procurarsi davvero tanti danni e dolore.

Strattonare un bambino è inqualificabile e da incompetenti. Il minimo che posso pensare di quegli operatori è la totale incompetenza ,ma io ho visto atteggiamenti più gravi già in questi video, non oso immaginare cosa ci sia in altri filmati.

Alla Chiappini chiedo di pensare bene sulla possibilità di cambiare lavoro, visto come si è comportata nella vicenda da lei descritta al mare , non solo ha messo a rischio la salute del soggetto che aveva in cura,ma anche dei bagnanti dello stabilimento.

Vorrei ricordare che la punizione è un mezzo di emergenza, ma non si usa per insegnare. Serve solo a far decrescere rapidamente un comportamento pericoloso, ma non va usata come tecnica educativa sistematica.

Ultima cosa che chiedo a tutti i coloro che difendono questi operatori:
Riflettete bene, cosa avreste provato nel vedere queste immagini , se uno di quei bambini o ragazzi, fosse VOSTRO figlio ?

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One thought on “Casa di Alice , dopo il danno, si tenta la beffa ! (In risposta alla psicologa Chiappini)

  1. Avevo letto anche io l’articolo di questa psicologa…ed ero rimasta basita dalla sua posizione.

    A parte che e’ lei che si erge “saputona” sull’autismo, mi sembra voglia giustificare comportamenti e pratiche che di educativo nulla hanno.

    E’ vero che a volte bisogna contenere un bambino o adulto con grave disabilita’, ma non in quel modo. Anzi, mi sembra che specialmente i bambini siano stati messi in una situazione di maggiore rischio: in una stanza da soli, senza controllo possono realmente farsi del male.

    Ottima la tua analisi!
    Volevo solo riportare che non tutti gli psicologi la pensano come questa psicologa….e questo dovrebbe farla riflettere!

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