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Gli autistici pensano e sanno chiedere un bicchier d’acqua !

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Scrivo questo post in risposta ad un articolo uscito  con alcune dichiarazioni di Carlo Hanau, che mi hanno lasciato da una parte basito, dall’altra amareggiato.
Hanau in questo articolo http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Viaggi_e_Tempo_libero/Inchieste_e_Dossier/info493181066.html     afferma :
……Ma l’autistico non è uno che non sa parlare, come vuole far credere il libro. L’autistico è una persona che non sa pensare, non sa comunicare. Ci sono forme Asperger, o di autistici che parlano: ma non sano collegare il fonema all’oggetto. Sanno dire acqua, ma non sanno chiedere l’acqua quando hanno sete“.
Tralasciando il discorso sulla CF, mi stupisco di un’affermazione del genere completamente falsa e svilente per tutto il mondo dell’autismo, che Hanau dovrebbe rappresentare, alla faccia dell’advocacy…..

Anche prendere in considerazione il pensiero verbale nella forma più evoluta, questa affermazione è falsa perché gran parte degli autistici hanno un pensiero verbale sviluppato, alcuni nella parte bassa dello spettro forse avranno altre forme di pensiero,magari più visive,ma mi chiedo come Hanau possa essersi riferito agli autistici in genere ?
Ancora meno comprensibile l’affermazione che segue, ovvero che gli autistici che parlano siano vocali,ma non sappiano chiedere un bicchier d’acqua.
Assurdo che tale pensiero appartenga ad un professionista, docente universitario, nonché padre che vive il mondo dell’autismo da tanti anni e membro del comitato scientifico dell’Angsa.
Perché il bicchier d’acqua lo sanno chiedere anche tanti di quegli autistici che non hanno un pensiero verbale sviluppato, anche quelli che non lo hanno, basta un pensiero visivo per farlo. Dirò di più sanno chiedere un bicchier d’acqua anche autistici non vocali, specie se si è usato un sistema di CAA (segni o pecs) che lo stesso Hanau sponsorizza, per insegnargli a farlo.
Per questo è ancora più grave tale dichiarazione.
Anche se in qualche sito ne è sparita una parte , dopo le rimostranze di alcuni genitori allo stesso Hanau, il concetto non cambia. Hanau sembra davvero convinto che un autistico non possieda un linguaggio funzionale e finalistico . Quando lo possiede , secondo lui, non rientrerebbe più nello spettro.
Capite che tutto ciò sia palesemente ed oggettivamente errato e stupisce da che pulpito venga l’errore.
Ma la cosa più grave è il danno che fa al tentativo di autodeterminazione e di integrazione delle persone autistiche.
Colui che dovrebbe essere la voce, anzi il megafono di tanti genitori di autistici e praticamente essere la voce stessa di quei soggetti autistici che non sono in grado di rappresentarsi, descrive al ribasso tutto lo spettro autistico. Da in pasto all’opinione pubblica una visione di tutti gli autistici come persone che non sono in grado di pensare…… Poi come pretendere che lo stato tenti di abilitarli, come pretendere che le insegnanti tentino di integrarli, come sperare che la società tenti di integrarli e di apprezzarli se lo stigma viene da chi rappresenta il comitato scientifico dell’Angsa?
Credo che molti dei genitori soci della stessa Angsa si siano sentiti profondamente offesi da queste dichiarazioni ed anche imbarazzati nell’essere rappresentati in questo modo.
Oramai il danno è fatto,ma sarebbe opportuno che Hanau chiedesse pubblicamente scusa e che i vertici dell’Angsa facessero un comunicato, dove prendono le distanze da queste affermazioni.

 

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