Posted in autismo, comunicazione facilitata, informazione

Le “buone” notizie e la “cattiva” pubblicità (nell’autismo)

Spesso nell’autismo quelle che sono buone notizie o che vengono festeggiate come buone notizie dai media, nascondono una cattiva pubblicità. Cattiva perché sta pubblicizzando qualcosa che non andrebbe pubblicizzato. Una sorta di pubblicità “regresso”.
Mi scuso in anticipo se non dovessi riuscire nel comunicare il mio pensiero correttamente, ma citando mia figlia “io non sono bravo con le parole”, quindi prendete questa mia riflessione nel modo più propositivo possibile, vista la difficoltà che provo nell’affrontare il tema.
In questi giorni tutti avrete letto della notizia del ragazzo autistico laureatosi.
Buona notizia, che la stampa ha “venduto” nella sua forma più emozionale possibile , per arrivare alla pancia delle persone. Ha raccontato la favola con il lieto fine, come nel brutto anatroccolo.
Ovviamente i giornalisti non conoscono bene il tema dell’autismo, quindi ancora meno quello della CF (comunicazione facilitata), ne comprendono i risvolti pratici della “favola”  venduta alla loro platea.
Non si rendono conto del “cattivo” servizio che rendono alla comunità, facendo credere che la CF sia il mezzo per far emergere le capacità nascoste  di tutti gli autistici. Né comprendono la promozione enorme che stanno involontariamente facendo ad uno strumento che non ha mai mostrato evidenze di efficacia.
Non voglio entrare nella polemica sul fatto che la CF sia un inganno, anche se spesso è solo un’illusione. Ed anche volendo credere che in alcuni casi funzioni,( cosa che preferisco lasciar valutare ai  genitori con figli adulti non verbali , che la stanno usando ,scelta sulla quale non mi permetto di entrare), trovo pericoloso che le università considerino valido l’uso del facilitatore negli esami. Non perché mi preoccupi un autistico laureato, anzi ne sono felice, ma perché sono preoccupato dalla pubblicità che la CF ne ricava.
Stiamo parlando di un metodo che non ha nessuna evidenza, che spesso fa si che ciò che scrive il soggetto non sia il suo pensiero e la sua volontà ,ma che sia il pensiero del facilitatore .q02_p28
Emblematica in questo senso è la vicenda di Pulce, raccontata in un libro ed anche in un film  (http://www.youtube.com/watch?v=wdQWn0882Uo )
Comprendo benissimo che genitori con figli adulti non verbali possano fare questo tentativo, non li giudico, ma validare la CF e promuoverla è rischioso, perché potrebbe essere presa in considerazione anche per i bambini non verbali , togliendo loro altre possibilità più sicure ed efficaci per imparare a comunicare i loro bisogni, come si fa con le tecniche di CAA.
A chi si chiede come si possa facilitare un soggetto semplicemente toccandole la spalla, chiedo di leggere l’esauriente articolo di David Vagni su spazioasperger . http://www.spazioasperger.it/index.php?q=valutazione-e-intervento&f=207-hans-il-cavallo-intelligente-e-la-comunicazione-facilitata
Spesso si tratta pure di soggetti vocali, che verbalizzano poco,ma che con la CF riuscirebbero ad esprimersi talmente bene da usare anche le metafore (forma complicata pure per gli HFA) ,usando termini che solitamente dimostrano di non conoscere.
Sbagliato pure parlare di evento eccezionale per la laurea di un autistico, visto che si laureano tutti i giorni. L’evento qui è proprio legato al facilitatore. Nessuna polemica sarebbe nata (e nessun miracolo) se un autistico non vocale, avesse usato la scrittura al computer (senza un facilitatore) per dare gli esami. 
Capisco benissimo che la notizia data in termini fiabeschi sia arrivata al cuore di tutti voi,ma vi chiedo di pensare alle conseguenze di questo messaggio.
Pensate a chi con figli piccoli non verbali, decidesse sull’onda di questa “buona” notizia di intraprendere la CF con il figlio, snobbando altre tecniche di CAA, che pur aiutando a comunicare non ti possono regalare il sogno?
Magari  con il rischio che bambini vocali, ma poco verbali, che non appena restano indietro sul programma scolastico, si riversino sulla CF nella speranza di restare ancorati al sogno?
Già ci sono casi del genere.

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