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Rinforzatori ed etica

Spesso sento parlare che non è etico usare un rinforzatore per “forzare” un apprendimento.
Molto spesso questa critica viene fatta per l’uso di rinforzatori di basso livello. In particolare l’uso di rinforzi alimentari, poiché nell’immaginario comune si accosta questo uso all’ammaestramento degli animali.

E’ la critica che più spesso si usa nei confronti di interventi che si basano sulla scienza del comportamento.

biscotti-natalizi-con-zuccherini-colorati
Certo è un’immagine fastidiosa, però vorrei ricordare che:
– Tutti i rinforzi di basso livello come cibo od altri rinforzatori materiali (giochi ,figurine, adesivi etc…) sono solo un mezzo per condizionare il bambino verso rinforzatori di livello superiore quali quello sociale o quello intrinseco all’attività che si sta insegnando.
– Molto spesso questi bambini non imparano dall’ambiente.
– Spesso non hanno motivazione da rinforzo sociale.
– Non hanno molte attività “utili” al loro sviluppo, che siano rinforzanti intrinsecamente.
– Ci sono casi in cui solo con il cibo si riesce a motivarli. Ovviamente nei casi migliori il rinforzo alimentare è solo temporaneo, in altri casi si può non usare nemmeno.
Ma la mia domanda è un’altra.
Davvero, solo per nostre remore, per un’etica precostituita dai nostri pregiudizi, dall’immagine mentale che tutti abbiamo del cavallo che prende lo zuccherino, dobbiamo rinunciare ai rinforzatori di basso livello?
E’ davvero più etico lasciarli al loro sviluppo naturale, se poi questo sviluppo “naturale” significa (ed i risultati di interventi di psicomotricità negli anni lo possono dimostrare) che il loro sviluppo “naturale e rispettoso” non li porti mai verso i rinforzatori di alto livello che fanno “sviluppare” tutti noi ?
Davvero vale la pena rinunciare all’uso di rinforzatori alimentari, se poi questi bambini crescendo finiranno per non apprendere comportamenti adeguati, tanto da finire sotto l’uso di psicofarmaci ed alcuni negli istituti? Non credete sia un pregiudizio da combattere?
Le critiche spesso vengono da chi questo intervento lo combatte per interesse. Vedi i professionisti con altra formazione, che operano con diverse tecniche, spesso poco efficaci. Altre volte ci si mettono adulti “autistici” ad alto funzionamento, che ovviamente vedono l’uso di rinforzatori come un abuso. Però attenzione, loro non ne avevano bisogno. Il loro sviluppo non era a rischio , tanto che spesso nemmeno hanno avuto una diagnosi. Quindi non sono stati bambini ai quali c’era da insegnare tutto, anche il piacere di rinforzatori sociali od intrinsechi. Quindi attenzione a farsi abbindolare dalle loro belle parole, perché non è assolutamente vero che, solo assecondando il loro sviluppo naturale, i vostri bambini arrivino tutti al livello di questi guru autistici, che di basso funzionamento non sanno nulla. Parlano di etica,ma non hanno figli autistici e non sono mai stati autistici a basso funzionamento . Insomma in toscana diciamo :

Ricordate l’uso di rinforzatori di basso livello è un mezzo, non il fine.

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