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Commissioni competenti. Utopia o diritto ?

Commissione per la rivedibilità della 104.

Premesso ,che in questi 5 anni, abbiamo usato  la 104 solo ed esclusivamente per il sostegno scolastico.
Attendevamo il nostro turno per la visita, la bambina (8 anni) stava giocando con l’i-pad e prima una dottoressa e poi un dottore della commissione,passando di lì, le hanno fatto alcune domande sul “giochino” (così lo hanno chiamato loro) e la bambina non gli ha risposto, credo infastidita dal tipo di domande o commenti fatti. Ci hanno fatto accomodare, hanno chiesto alla bambina dove avesse messo il “giochino” ,ma lei all’inizio non ha risposto troppo presa a controllare la stanza ,il lettino e la dottoressa che con il camice scriveva al pc, forse non capendo che stavano parlando con lei e nemmeno cosa intendessero con giochino (anche se a me sembrava completamente assorbita dallo studiare la stanza ed eventuali pericoli). Il medico le ha ripetuto la domanda una seconda ed una terza volta,ma non ha risposto. Allora le ha chiesto il nome ,ma non ha risposto solo alla seconda volta ha risposto ,ma senza guardare quello che le ha fatto la domanda.

Poi sempre il  NPI, con lo stesso modo modo in cui si fanno le domande ad un bambino di due anni ,le ha chiesto: “Come si chiama? Chi è”quell’uomo ?”, indicando me, e la bambina ha risposto correttamente, un po’ sorpresa dalla banalità della domanda ed ha continuato a controllare in giro,tanto che ,quando le ha chiesto: ” Chi è quella donna? ” indicando mia moglie, lei non lo stava guardando ed al ripeterle la domanda, si è girata ed ha chiesto ad una dottoressa come si chiamasse (quella donna riferito a sua madre forse non le tornava) .Poi le hanno ripetuto la domanda e lei le ha detto il nome ed il cognome di mia moglie ed il NPI ha continuato ad insistere “Ma chi è?” ed Iris ,quasi scocciata ,le ha detto “E’ mia mamma!”. Poi la dottoressa (non quella che scriveva al pc,ma l’altra) le ha chiesto di fare un disegno e di disegnare la propria casa.

franken03

Io intanto stavo bollendo ,ma mi controllavo.Mia figlia ha disegnato una casa molto piccola e stilizzata, poi le ha chiesto se c’era il giardino e mia figlia ha risposto “l’erba” (in effetti non abbiamo il giardino,ma solo una striscia di pratino) ,poi le ha chiesto di disegnarla e lei ha fatto un’onda, sempre  su richiesta ha fatto una margherita.Al ché la dottoressa le ha domandato che fiore fosse,chiaramente ha risposto che si trattava di una margherita (ma che domanda è? la dottoressa le aveva esplicitamente chiesto di disegnare una margherita.)

Allora la dottoressa le ha detto:” Facciamo un gattino ,lo disegni tu oppure lo faccio io?”

La bambina ha risposto :”Fallo tu!” .Poi guardando il gattino ha detto che si chiama Perlina . Quindi la dottoressa le ha chiesto se acchiappa i topi e se abbiamo i topi a casa e lei ha risposto di no. (I topi a casa?!?) Poi le ha chiesto come si chiamasse la casa che aveva disegnato. Lei non ha risposto, al reiterare della domanda , le ha risposto :”E’ casa mia”, al ché la dottoressa l’ha pure corretta dicendo che si chiamava “Casa Fagni (mio cognome) ,come se alle case si desse il proprio cognome (nemmeno girassimo una sit-com come Casa Vianello)……
Hanno letto la relazione della NPI del centro che ci segue ,dicendo fra di loro che mancava completamente una cosa, ci hanno chiesto se ha il sostegno a scuola e poi hanno detto che avevano finito. Allora la bambina ,salutando, ha pure aggiunto,rivolta alla dottoressa: “Grazie che mi hai aiutato a disegnare il gatto”.

Io ho fatto uscire mia moglie e la bambina, poi gli ho chiesto se potevo far loro un appunto. Loro si aspettavano una domanda sull’esito della visita o sui tempi per ricevere la risposta. Così quando ho detto loro che certe domande,viste dalla parte dei genitori, sono altamente offensive,che quelle domande non servono a capire se un bambino è nello spettro, ma solo se c’è un ritardo mentale (almeno apparente) e nemmeno leggero,anno accusato il colpo, non credo siano abituati a ricevere critiche. Loro si sono giustificati dicendo che è un modo per approcciarsi con i bambini (mia figlia però ha 8 anni e non 2). Al ché  ho risposto:”Si capisco , magari guarderete il modo in cui si risponde, più della risposta stessa, ma che dal punto di vista dei genitori è offensivo lo stesso, anche perché solo una piccola parte di autistici ,non più del 30% ,ha un ritardo mentale”.
Allora la dottoressa che scriveva al pc è intervenuta,alzando per la prima volta la testa dallo schermo, dicendo ,che il dottore era un NPI, che la bambina era molto migliorata (sono passati 5 anni dalla visita precedente!) e che certo non c’era un ritardo mentale e che non è più autistica . Io ho obiettato che è stata presentata con un DPS, quindi ,che loro devono solo appurare che è nello spettro e lei di risposta ,ha detto che forse non è nemmeno più nello spettro. Ho comunque fatto presente che con domande del genere non è possibile valutare la metacognizione o la teoria della mente. Loro si sono giustificati dicendo che in 10 minuti non riescono a fare di più e che nemmeno sarebbe di loro competenza stabilire i bisogni scolastici dei bambini. (la 104 non stabilisce mica solo i bisogni scolastici ndr). Sono incazzato. Perché la V.(nota NPI) in un colloquio simile,dove la bambina fu sicuramente più adeguata ,stabilì tranquillamente che rientrasse nello spettro ed anche stamani mattina, un occhio esperto non avrebbe avuto dubbi.
Allora mi chiedo, ma non sarebbe giusto avere delle commissioni che conoscano bene la patologia che devono controllare, o che almeno si fidino delle relazioni presentate a firma di altri professionisti, senza fare domande stupide ed altamente offensive? Non meritiamo di essere trattati così, visto che non è una visita facile di suo per un genitore, meriteremo almeno più rispetto e persone competenti. Anzi le commissioni competenti dovrebbero essere un nostro diritto, visto quello che ci costano. Da tenere presente che nelle linee guida per l’invalidità civile “dovrebbero” (non ho trovato il link diretto) sostenere questo MINORI: L’art. 2 della Legge 30 marzo 1971, n. 118 considera invalidi civili i ….minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età……

I compiti e le funzioni proprie della età vanno intesi in senso ampio e sono da considerare “ parte integrante del processo evolutivo-maturativo della crescita, della strutturazione della personalità, nella acquisizione di un “ruolo sociale” . Saranno oggetto della valutazione, pertanto, attività quali il gioco, la capacità di verbalizzare, l’apprendimento scolastico, le attività sportive e ricreative, le capacità relazionali con adulti e coetanei, ecc….. Il dettato legislativo non quantifica in modo esplicito le difficoltà ma si deve presumere che esse abbiano un significato apprezzabile nel modo di essere della persona. Sarà opportuno riferirsi, ove possibile, alla seconda parte del D.M. 5.2.1992 ove sono riportati i vari livelli di gravità dei deficit funzionali. La valutazione è, secondo dottrina consolidata, di tipo comparativo; si tratta, in altri termini, di riferire le difficoltà ad un modello standard ispirato ai compiti e funzioni svolte da un coetaneo in buona salute. Da sottolineare che il termine “ persistenti “ rimanda ad una maggiore elasticità del giudizio medico legale rispetto al termine “ permanente “, come è logico attendersi in un contesto caratterizzato dalla elevata dinamicità tipica dell’età dell’accrescimento. Va segnalato che, nel caso di minori che abbiano superato l’età dell’obbligo scolastico, può essere opportuno esprimere anche una valutazione percentualizzata al fine di consentire la collocabilità assistita. Si ricorda, infine, che nei casi caratterizzati da un elevato carico assistenziale, eccezionale rispetto a coetanei in buona salute, spetta l’Indennità di Accompagnamento anche per gli infanti       (vedi Sentenza della Corte di Cassazione n. 11329 del 7.6.1991 ) A questo punto non so se sia più giusto cercare i falsi invalidi od i falsi medici…..

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